Grande Campania

La Reggia di Portici: residenza estiva della famiglia reale

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Nel comune di Portici, ai piedi della minacciosa presenza del Vesuvio e dinanzi alle incantevoli acque del golfo di Napoli, si staglia la meravigliosa Reggia di Portici, antica dimora estiva della famiglia reale dei Borbone che, con le sue stanze affrescate ed i giardini curati, non smette di stupire chiunque vi metta piede.

Storia ed architettura

Lo splendido palazzo neoclassico della Reggia di Portici sorse nell’omonima città per volere di Carlo di Borbone il quale, dopo avere preso le redini del regno di Napoli, portò avanti una serie di importanti interventi urbani, come la costruzione delle regge di Caserta e Capodimonte, con lo scopo di sorprendere le altre potenze europee con la magnificenza delle sue dimore. La tradizione vuole che questa sia stata collocata a Portici dopo che re Carlo e sua moglie Maria Amalia di Sassonia, imbarcatisi sulla flotta reale per assistere ad una pesca al tonno, fecero nel molo del Granatello un attracco di fortuna a causa di una tempesta.

Questa romantica ipotesi lascia spazio, però, ad una più veritiera: il re, in effetti, scelse la città di Portici per la sua vicinanza ai recenti scavi archeologici di Ercolano, ai quali era molto interessato, oltre che per la sua nota passione venatoria.

C’è da dire che, già da prima che la famiglia reale decidesse di trasferire qui la sua estiva dimora, numerosissime casate della nobiltà napoletana fecero erigere le proprie ville sulle floride colline della città, rese estremamente fertili dalle eruzioni vulcaniche e vantanti un’aria salubre, lontana dal caos cittadino. Infatti, per costruire la splendida dimora, il re dovette acquistare numerosi terreni e ville preesistenti che si trovavano lungo la celebre strada del “Miglio d’Oro“. Per la realizzazione del progetto vennero, appunto, acquisite le proprietà del principe di Santobono, del conte di Palena, del principe d’Elbelouf (che garantiva uno sbocco sul mare) ed il Palazzo Mascabruno, con i vari terreni ad esse annessi. I lavori iniziarono nel 1738 per mano di Medrano e, in seguito, di Canevari, e consistettero nella fusione e riedificazione delle preesistenti costruzioni.

Comportarono, inoltre, vari scavi, i quali portarono alla luce numerosi reperti archeologici. Durante l’edificazione dell’incantevole palazzo, l’architetto Canevari fu in grado di consociarvi i punti cardinali che caratterizzavano le antiche ville della nobiltà napoletana: il legame prospettico tra mare e Vesuvio, i quali erano entrambi visibili dall’edificio, e la vicinanza alla vita cittadina. Quest’ultimo punto fu raggiunto facendo passare la principale strada della città, “il Miglio d’Oro” sopracitato, all’interno dell’atrio del palazzo. Numerosissimi furono gli artisti che parteciparono alla realizzazione di questo progetto: degni di nota sono sicuramente Giuseppe Bonito, che si occupò delle decorazioni, e Joseph Canart, che organizzò e adornò gli interni della reggia con sculture in marmo di Carrara. Il problema più grande da affrontare fu quello degli approvvigionamenti idrici: un primo progetto sfruttava le fonti di Santa Maria a Pugliano che, però, risultò insufficiente a soddisfare i bisogni del palazzo; la soluzione definitiva si trovò grazie al coinvolgimento dell’architetto Vanvitelli.

Il bosco della reggia

Il parco della reggia di Portici si estende per molti ettari ed è diviso in due metà: una superiore, rivolta verso il Vesuvio, ed una inferiore, rivolta verso il mare. La sua realizzazione venne curata dagli architetti Medrano e Geri.

Il bosco, per i Borbone, era un luogo di svago in cui si dedicavano alle attività venatorie: fu ottenuto trapiantando alberi già adulti, derivanti da riproduzione agamica, nei buchi ottenuti grazie all’esplosione di mine sul suolo lavico. Queste buche e la vegetazione in esse trapiantata vennero, poi, ricoperte utilizzando terra derivante da alcuni scavi effettuati nelle aree attigue alla città di Portici. La fustaia di lecci che un tempo era solo luogo di svago per la famiglia reale, è oggi un polmone verde che dona alla città di Portici innumerevoli servizi ecosistemici conservando flora e fauna locale, sebbene, purtroppo, oggi non verta in ottimo stato.

All’interno del parco superiore è, inoltre, ospitato lo splendido Orto Botanico il quale, con i suoi 7.600 metri quadri, ospita innumerevoli specie di varie tipologie ambientali. Al suo interno è possibile ammirare numerose specie di conifere, la serra Pedicino (che ospita piante epifite), la serra delle succulente, nella quale si trovano numerosissime piante grasse provenienti di Paesi più disparati, e lo splendido ed affascinante giardino delle felci, che ospita innumerevoli esemplari di queste antichissime piante.

La reggia oggi

La reggia ospita la Facoltà di Agraria dell’Università Federico II, il Museo delle Scienze Agrarie (MUSA) e l’Herculanense Museum. Il palazzo, così come anche il bosco, non verte nelle migliori condizioni, ma molte sono le opere di ripristino che si stanno attuando. È stato, infatti, appena ultimato il restauro di diversi affreschi al primo piano del palazzo, oltre a quello di tutta la facciata.

Fonte: wikipedia

Informazioni

Orari di apertura:

  • giovedì – dalle ore 15:00 alle ore 18:30;
  • dal venerdì alla domenica – dalle ore 9:30 alle ore 18:30;
    (nel periodo invernale l’ultimo accesso agli spazi museali dell’Orto Botanico è consentito fino a un’ora prima del tramonto).

Biglietti:

  • Intero – euro 5;
  • Ridotto – euro 3, valido tutti i giovedì dalle ore 15:00 alle ore 18:30, per tutti i visitatori tra i 6 e i 17 anni e per gli studenti universitari, tutte le prime domeniche del mese;
  • Minori di 6 anni, disabili e un loro accompagnatore, giornalisti e guide turistiche nell’esercizio della propria attività professionale – gratis;
  • Combinato con Pietrarsa – intero euro 9, ridotto euro 6;
  • Sabato ai Musei con la famiglia – euro 18,00 (dalle ore 14:00, nucleo familiare composto da due adulti e da due minori).
  • Per tutte le altre offerte, consultare la pagina ufficiale

Contatti:

  • Tel – 0812532016/0812532007;
  • E-mail – prenotazioni@centromusa.it.

 

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