La dama rossa, il fantasma di Castellammare

Segreti, storie di fantasmi, spiriti benevoli o spettri maligni, o' Munaciello, a' Bella ‘Mbriana, e l’uovo magico di Castel dell’Ovo. Si potrebbe continuare ancora e ancora fino ad arrivare alla Dama rossa. Ne avete mai sentito parlare?...

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Una bellissima donna avvolta da una storia misteriosa, ancora poco conosciuta, che merita di essere raccontata per essere tramandata e annoverata tra i più affascinanti racconti enigmatici della Campania. Se vi va di viaggiare indietro nel tempo, di catapultarvi nella Castellammare medievale, tra guerre, intrighi ed amori struggenti, seguitemi in questo brevissimo viaggio e il vostro prossimo desiderio sarà di recarvi al Castello a mare, tra fantasmi e suggestioni, con un unico obiettivo: quello di sentire la sua voce…

Il mistero nella storia…

Ottobre 1459. Regno di Napoli, feudo di Castrum a mare, odierna Castellammare di Stabia.

L’assetto organico del Regno di Napoli stava cambiando repentinamente. Con l’arrivo degli Aragonesi, decisi a fare del potere regio la sola leva della vita del Regno di Napoli, la nuova classe dirigente stava soppiantando quella dei baroni, sostituendola nella gestione dei feudi. Questi ultimi, appoggiati dai d’Angiò e dal Papato, erano pronti a riprendersi ciò che era loro con quella che la storia ricorderà come la Congiura dei Baroni.

 

Muraglia del Castello di Castellammare

Era da poco entrato l’autunno ma l’estate era ancora troppo restia a cedergli il passo. La notte era calata e il cielo, illuminato dalle stelle, sovrastava l’ammaliante penisola sorrentina.

Dalla muraglia del Castello che giungeva sino al mare, la moglie del castellano Gaillard, attendeva intrepida l’arrivo del suo amore clandestino. I suoi occhi scrutavano in lontananza ogni minimo movimento mentre il vento le spettinava i lunghi e neri capelli di seta.

Era imminente una probabile sanguinosa battaglia, eppure l’unica cosa che contava per l’elegante e bellissima castellana era quella promessa d’amore messa in scena da un impostore, soldato dell’esercito nemico, legato indissolubilmente già ad un’altra donna, pronto a tutto pur di espugnare il sontuoso e fiabesco “Castello a mare” per consegnarlo ai d’Angiò.

Panorama del Castello di Castellammare

“Castello a mare”, era chiamato così perché posto a cento metri sul mare, alle pendici del Monte Faito, proprio di fronte al Vesuvio. La Luna riflessa nel mare, il fruscio del vento tra le foglie della ricca vegetazione, le voci dei castellani in lontananza, infondevano un senso di pace che non lasciava presagire nulla di ciò che sarebbe accaduto. Solo il mare sembrava averlo percepito scandendo con il frangersi delle onde il ritmo del battito del suo cuore.

Quella sera, infatti, il suo amato arrivò con il suo esercito per conquistare il Castello. Lei, la castellana, aprì per lui una breccia nelle sue mura segnando ineluttabilmente il suo destino per l’eternità. La resa da parte degli aragonesi fu repentina. Al catalano Guillard, non restò che consegnare la rocca alle truppe di Giovanni d’Angiò senza opporre alcuna resistenza. Grande fu il dolore della castellana nello scoprire l’inganno in cui l’aveva tratta il suo amato illudendola.  

Costruito nel 1086 dal Duca di Sorrento per presidiare i suoi domini, quel Castello ne aveva viste di storie d’amore, intrighi e giochi di potere. Ma quella volta era diverso. A quel dolore, figlio di un amore tradito prima ancora di nascere, si aggiunse ben presto quello per l’emarginazione da parte di tutti. Si tramutò così nella peggiore delle disperazioni: la depressione. La castellana decise di avvelenarsi nella sua camera da letto. Quella sera indossava un vestito rosso, quello che avrebbe indossato per l’eternità vagando come un fantasma nelle sale del Castello e che l’avrebbe fatta ricordare nei secoli come la dama rossa.

Le apparizioni

Ancora oggi è possibile sentirla mentre si lamenta sommessamente durante la notte, per poi esplodere in un pianto singhiozzante interrotto da urla strazianti o malefiche risate. Ma a chi osa avvicinarsi al suo luogo preferito, la Camera degli Angeli, riserva un trattamento ben più tetro: se ne sente la presenza, tanto da rendere inquietante il soggiorno nel Castello, e a chi osa importunarla maggiormente può decidere di manifestarsi per incutere terrore ma si dice che chi l’abbia vista sia rimasto impressionato dalla sua bellezza e dalla sua eleganza.

Pozzo del Castello di Castellammare
Sala con Camino del Castello di Castellammare

 

 

 

 

 

 

Nel corso dei secoli, soprattutto sotto gli Angioini e gli Aragonesi, il Castello subì diverse ristrutturazioni. Mantenne la sua funzione di difesa dei confini fino al XVII secolo quando Castellammare di Stabia, divenuta una città, non ebbe più bisogno di fortezze. Il Castello fu così abbandonato definitivamente e una selvaggia flora spontanea avvolse nel tempo le mura ormai in rovina. Il Castello acquistò così quell’aspetto romantico che catturò l’attenzione di pittori, disegnatori ed incisori del XIX secolo. Fu solo nel 1931 che il rudere composto solo dalle torri e dal perimento esterno venne rilevato da privati che ne finanziarono la ricostruzione. L’ultimo definitivo restauro iniziò nel 1956 a seguito del quale il Castello fu destinato a location di ricevimenti e meeting.

Panoramica del Castello di Castellammare
Vista del Castello di Castellammare

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