Grande Campania

San Giovanni a Teduccio: un quartiere nella leggenda

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La periferia Est della città di Napoli è un luogo ricco di storia e cultura, ma anche di leggende dalla vena esoterica. E non è un caso che San Giovanni a Teduccio ne sia un esempio.
Il quartiere ci offre un quadro a dir poco “spettrale”: sono ben tre i fantasmi che, infatti, secondo il racconto popolare, si aggirano per le strade del quartiere.

Le donne fantasma

La prima è una donna vestita di nero che, ogni sera, getta violentemente in strada uno zoccolo, sparendo nel nulla subito dopo. Nessuno mai è riuscito a vederla in volto.
Altri, invece, raccontano di aver visto un fantasma di donna che, cavalcando un destriero nero, percorre le vie del quartiere per pochi attimi.
Il terzo fantasma, infine, è completamente opposto: ha il volto pallido e cammina nella nebbia. Sembra che abbia l’abitudine di annuire con la testa a chiunque incroci il suo cammino, per poi sparire, ma il motivo è rimasto un mistero.

La riemersione di San Giovanni

Vigliena: la zona del quartiere che affaccia sul mare, con la sua spiaggia dalla quale, nel VI secolo d.C., alcuni pescatori fecero riemergere dalle acque una statua in marmo raffigurante San Giovanni Battista. Fu un ripescaggio ai limiti delle forze, tanto che si pensava che la barca andasse a fondo sotto l’eccessivo peso della statua. Ma era davvero così pesante?

In realtà, arrivati a riva, i pescatori consegnarono il ritrovamento a delle persone, raccomandando l’estremo peso che lo contraddistingueva. Ma i popolani si resero conto che le cose stavano molto diversamente, anzi: era così leggero da poter essere trasportato anche a braccio con facilità. In breve tempo, fu costruita vicino al mare un’edicola proprio per la statua del Santo e, da lì, oggi si è passati ad una vera e propria chiesa dove è ancora presente la scultura e, ogni anno, si ripete il “miracolo della riemersione della statua” dalle acque del mar Tirreno.

La villa di Teodosia a San Giovanni

Altra leggenda, questa volta non a carattere religioso, narra della costruzione, in zona Pazzigno, di due colonne. Siamo nel 390 d.C. e pare che lo spazio a loro antistante fosse luogo di ritrovo, svago e festeggiamenti per le più importanti famiglie della città di Napoli.
Ma perché proprio in quel circondario? Secondo alcuni studiosi, anticamente lì era presente la villa della figlia dell’imperatore Teodosio, Theodocia, accanto alla quale erano state costruite proprio queste due colonne. Sembra che le feste che prendevano vita in quel luogo fossero così importanti da far riconoscere la zona come “at Theodociam” (ovvero “alla villa di Theodocia”) e si pensa che proprio da lì la città abbia assunto il nome di San Giovanni e Teodocia, fino ad arrivare all’attuale “a Teduccio”, visto che i resti di queste colonne romane sono custoditi proprio nella chiesa di San Giovanni.

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