Grande Campania

Maccaroncello lardiato: squisitezza napoletana

Il maccaroncello lardiato, tradizionale primo piatto partenopeo, è molto facile da preparare per i suoi pochi ma gustosi ingredienti.

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Esistono differenti versioni di questo appetitoso primo piatto e tutto dipende dai gusti: c’è chi lo preferisce con l’aglio, chi usa la cipolla, chi sostituisce il basilico con il prezzemolo, chi lo prepara in bianco.

Fondamentale l’utilizzo di una  grossa quantità di lardo di qualità, che deve essere  battuto, o “allacciato“, come si suol dire secondo il lessico nostrano, con mezzaluna e coltello su di un tagliere, per poterlo rendere consistente e cremoso.

Si tratta sicuramente di un piatto non molto “light”, ma ogni tanto concediamocelo!

Scopriamone la ricetta classica!

La ricetta

 Gli ingredienti

  • 200 gr di lardo
  • mezza cipolla
  • olio extravergine di oliva
  • pecorino romano grattugiato
  • basilico
  • qualche cucchiaio di ragù napoletano

Per quanto riguarda la scelta della pasta, si possono usare ziti, mezzani e mezzanelli. 

La preparazione

Cuocere la pasta dopo averla spezzata accuratamente , conservando anche i pezzi più piccoli che sono quelli più saporiti.

Nel frattempo preparare il condimento. Quindi, tritare il lardo ( ancora una volta, “allacciare”, come dicono le nostre nonne super chef) e la cipolla molto finemente per poter ottenere l’effetto cremoso, l’effetto poltiglia, insomma.

Il battuto di lardo e cipolla va poi soffritto in padella o in un tegame largo e quando la cipolla diventa bionda, quindi appassita, e il lardo trasparente, aggiungere un po’ di ragù già fatto, senza però esagerare altrimenti si rischia di coprire il sapore del lardo.

Come alternativa al ragù, si possono usare anche i pomodorini freschi di San Marzano da cuocere insieme al lardo.

La pasta deve essere al dente e ben scolata e quando sarà pronta, verrà aggiunta al sugo in padella, mantenendo sempre il fuoco acceso per poter amalgamare il tutto.

Condire poi in padella con il pecorino grattugiato e il basilico e…il piatto è servito!

Origine del maccaroncello lardiato

Pietanza legata alla tradizione contadina napoletana, ha probabilmente origine nel’700 e nasce come piatto domestico popolare alla Corte borbonica.

In quel periodo i Borbone prediligevano cibi ricchi, mentre la maggior parte dei napoletani, non potendosi permettere l’acquisto di pietanze costose, sceglievano strade alternative ma che conducevano ad ottimi risultati, tra cui l’utilizzo del lardo.

A quel tempo il lardo era pregiato e i Borboni ne facevano ampio uso: non conoscendo l’olio d’ oliva, infatti, utilizzavano il grasso prodotto dall’allevamento suino.

Il popolo napoletano “s’ sap arrangià” e non buttando mai nulla, riusciva a preparare piatti gustosi con pietanze anche povere, fatte di ingredienti economici e facili da reperire. Alcuni alimenti talvolta venivano riciclati in casa e conservati sotto sale, come appunto il lardo, che spesso veniva avvolto da erbe aromatiche  per renderlo ancora più squisito.

Il lardo, un tempo, conservato sotto sale, soprattutto nelle cucine più povere per poterlo sfruttare pienamente, lo si aggiungeva allo scarto di maiale.

Nei periodi invernali, per rinforzarsi, i contadini lo mangiavano insieme al pane.

Il termine  “lardiato” indica proprio l’aggiunta di fettina di lardo al sugo di pomodoro, che dona un sapore unico e irrinunciabile.

E quindi…buon appetito!

 

Fonti: Amalfinotizie, Charme, Antichi sapori, Visit Campania

Fonte foto: La cucina di Napoli

 

 

 

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