Teggiano: la città sognata

Una roccaforte nel cuore del Cilento tutta da scoprire

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Una cittadina unica caratterizzata da una peculiarità che nessun’altra possiede. La peculiarità del sogno di chi l’ha voluta proprio che fosse com’è. Fiorente già in epoca romana, ebbe il suo massimo splendore durante il medioevo grazie alla famiglia di origine normanna dei Sanseverino, una delle sette grandi casate del Regno di Napoli. In questa nobile dinastia, coloro che amarono di più Diano (nome che Teggiano aveva nel passato) furono Roberto, divenuto principe di Salerno e suo figlio Antonello. I due fecero del borgo un centro culturale, politico e spirituale che ancora oggi, mantiene intatto tutto il suo fascino.

Le sue origini

In tempi remoti fu abitata dai greci. Il piccolo borgo però ha tutte le caratteristiche di cittadina di origine romana, lo dimostra la maniera con la quale è stata costruita. Vi troviamo infatti il cardo, (dal latino punto cardinale) la strada che attraversa la cittadina da nord a sud. Questa via si interseca con il decumano, cioè la strada che attraversa il centro abitato da est a ovest. Fu proprio grazie ai romani che Tegianum divenne agiata e popolosa. Questi edificarono il Foro e le case per i viaggiatori diretti in Calabria.

Il borgo nel medioevo

Fu durante il medioevo, quando Diano, nome che ha tenuto fino a fine del 1800 ebbe un ruolo di primo piano nella storia della vallata che prende il suo nome. Infatti la potente famiglia Sanseverino vi costruì il castello dove rifugiarsi in caso di pericolo. Antonello Sanseverino, principe di Salerno e signore del regno di Diano, insieme ad altri feudatari, progettò la congiura dei baroni, una rivolta contro Federico d’Aragona, re di Napoli. A quel tempo tutta la città era protetta, insieme al castello, da alte mura con 25 torri di avvistamento e 4 porte di accesso che consentirono di resistere 3 mesi contro l’assedio del re di Napoli, il quale fu costretto a trovare un accordo col principe.

Teggiano ai giorni nostri

Cosa resta di questo passato ricco di storia? Posta su un colle a 636 metri d’altezza, il borgo mantiene intatto il suo aspetto di roccaforte. Il suo centro storico, unico in ricchezza e bellezza, comprende 13 chiese, 4 musei e una serie di monumenti tutti da scoprire. Tra essi vi è il castello Macchiaroli, così chiamato dalla fine del XIX secolo, è ancora lì, a ricordare l’estenua resistenza contro il re di Napoli. Un altro simbolo del passato è il Seggio, in cui si svolgevano le assemblee dei rappresentanti dei cittadini. Vi troviamo poi l’obelisco, eretto in onore del patrono San Cono. Ancora da vedere sono le alte mura medievali, anch’esse importanti per la difesa del borgo contro Ferdinando d’Aragona. Insomma, nonostante Teggiano sia un piccolo borgo, conserva numerose attrattive visitate da numerosi turisti durante tutto l’anno.

L’aspetto spirituale

L’antica Diano, era conosciuta come la città delle 13 chiese. Testimonianza del fatto che l’aspetto spirituale la contraddistingue da secoli. Tra le tante costruzioni religiose, troviamo la cattedrale di Santa Maria Maggiore, della diocesi di Teggiano e Policastro. La chiesa conserva tutta la storia religiosa della cittadina. Ogni epoca ha apportato elementi nuovi all’impianto originale del duomo. A differenza della chiesa di San Martino, che mantiene quasi intatto il suo aspetto originale in stile rinascimentale. La piccola chiesa di Sant’Antonio Abate è invece rappresentanza di un medioevo semplice, con un portale molto bello e decorato. Non mancano in città piccole cappelle, testimonianze di devozioni spesso millenarie. Per finire, vi troviamo anche la casa nativa di San Laverio, un militare romano martirizzato per la sua fede cristiana.

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