La Grava di Vesalo: lo spettacolare inghiottitoio

Un paradiso tutto da esplorare, di grande interesse speleologico e scientifico tra Laurino e Valle dell'Angelo

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Il grandioso inghiottitoio (cavità a forma di imbuto) si è formato grazie al lavoro incessante della natura che si protrae da circa 200 milioni di anni. In pratica avviene una reazione chimica tra le sostanze che compongono le rocce e l’anidride carbonica in soluzione acquosa, tale reazione porta allo scioglimento delle rocce stesse creando  un’erosione profonda e sotterranea. Questa straordinaria voragine è riservata solo ad esperti speleologi ed è per questo che è per la maggior parte inesplorata malgrado le diverse spedizioni. Tutto ciò le rende tra le più affascinanti e misteriose del Meridione e d’Europa.

La sua conformazione

La Grava di Vesalo, situata a circa mille metri di altitudine, tra i comuni di Laurino e Valle dell’Angelo, è il più ingente e spettacolare inghiottitoio nel complesso appenninico Alburni-Cervati. Si potrebbe paragonare ad una cattedrale gotica di pietra creata dal Torrente Milenzio nelle viscere della terra. La vasta voragine nella roccia calcarea, formata da un doppio pozzo di 43 e 100 metri sul cui fondo si apre una caverna a galleria, nella quale si riversano le acque del torrente prima menzionato, è costituita da un succedere di pozzi, cascate e laghetti. La grande umidità e la peculiarità del suolo hanno consentito l’evolversi di originali forme di flora e fauna. Per gli speleologi è uno dei posti più intriganti d’Italia, per molti un posto ancora del tutto ignoto.

I sentieri tra natura e storia

Anche il tragitto che porta al misterioso e gigantesco inghiottitoio è un’esperienza interessante, bellissima e tutta da vivere. Dista circa tredici chilometri da Laurino. Due i sentieri consigliati per giungere alla Grava di Vesalo.

Il primo tragitto

Parte dal bivio per Pruno, dopo il primo ponte medievale. Si tratta di una strada nel versante sud di Laurino e non lastricata. In una piccola conca erbosa circondata da faggi, si apre un panorama fiabesco. Una profonda e spettacolare voragine, la Grava di Vesalo completamente immersa nella vegetazione e senza nessuna protezione. A segnalarla un cartello in legno, poggiato ai piedi di un faggio secolare: ” Benvenuti alla Grava di Vesalo”.

Il secondo tragitto

Parte invece dall’altra parte del paese, nei pressi della Cappella della Madonna del Monte. Un percorso non molto conosciuto ma di grande fascino. Si giunge alla voragine dopo aver attraversato il secondo ponte medievale ad arco, nel centro storico di Laurino, si arriva  alla Cappella rurale di S. Elena, in località Gorgonero. Qui una sorgente confluisce nel limpidissimo e impetuoso fiume Calore, che col suo suono accompagna per circa tre chilometri. Ed è proprio qui che inizia la risalita della variegata e selvaggia Valle Soprana, tra le guglie rocciose dello Scanno del Tesoro, tra vecchi casolari e splendidi boschi di faggio e di acero. Con un po’ di fortuna è possibile anche incontrare la lontra. Si susseguono infatti tantissimi scenari naturali dovuti al dislivello che si incontra lungo il cammino. All’apice della valle si presenta lei, in tutto il suo splendore.

Fonte foto: turismo.ricercattiva.it

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