Castelvetere sul Calore: un borgo avellinese fra storia e natura

Un borgo di origine longobarda a 22 km da Avellino e 75 km da Napoli

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Vicino Avellino a circa 22 km dal capoluogo di provincia troviamo Castelvetere sul Calore.
Si tratta di un paese di circa mille abitanti, situato nell’alta valle del Calore ed eretto su una spianata rocciosa a circa 750 metri sul livello del mare.

Le origini di Castelvetere

Come tipico della nostra regione e del nostro territorio, ogni luogo è protagonista di tante storie. L’origine di Castelvetere, infatti, risale alle prime invasioni barbariche.

A partire dall’anno mille sono varie le testimonianze incontrate dagli storici. Una prima fonte parla di una donazione di alcune proprietà al monastero salernitano di San Benedetto. Successivamente nel 1167 queste proprietà furono donate al Santuario di Montevergine, a pochi kilometri da lì.

L’attuale borgo avellinese, negli anni,  è passato in varie mani fino ad essere venduto, nel 1684, a Giuseppe de Beaumont che divenne quindi barone di Castelvetere.

L’attuale nome del paese, “castrum” e “vetus” significa castello vecchio e spiega come le abitazioni si siano sviluppate intorno all’antico castello, edificato dai Longobardi. Al tempo il castello fu detto “Castello di Santa Maria”, in onore dell’apparizione della Madonna delle Grazie a un’anziana del luogo.

Da un punto di vista urbanistico bisogna sottolineare quanto Castelvetere sia stato precursore. Nel 1804 con l’Editto di Saint Cloud, in Francia, Napoleone obbligava l’ubicazione dei cimiteri fuori dalla città. Questa idea urbanistica, venne applicata anche in Italia nel 1806, ma pensato molto prima a Castelvetere.

Piazza monumento al tramonto
Piazza Monumento

Castelvetere oggi

Castelvetere oggi offre interessanti testimonianze storiche e un panorama senza fiato. Quest’ultimo si vede perfettamente dalla chiesa di San Michele e dalla Ripa, nonché dal centro storico.

Per gli amanti della natura e della pace la Ripa è un posto da visitare. Qui troviamo l’oratorio dedicato alla Madonna del monte Carmelo, un tempo sede della confraternita,  e la chiesa di Santa Maria Assunta con il campanile settecentesco.

Il già citato Castello è sicuramente fra le attrazioni principali di questo borgo. Si tratta di un’importante opera architettonica di epoca longobarda con pianta rettangolare che si sviluppa su due piani.

Purtroppo nel corso dei secoli il castello fortificato si è trasformato in una residenza signorile per volere delle famiglie reggenti e di conseguenza oggi rimangono poche tracce della struttura originaria.

Importante è il santuario diocesano dedicato a Maria Santissima delle Grazie, patrona del borgo, festeggiata il 28 aprile e il 2 luglio. All’interno del luogo un pregevole trittico del ‘400. L’ affascinante Chiesa della Madonna delle Grazie costruita intorno al 1060 è un’importante testimonianza delle origini di questo paese, situata nell’antica piazza, a pochi passi dal castello.

Inoltre, nel piccolo borgo montano troviamo altre due bellissime opere architettoniche decorative: la Fontana del Molinello (nei pressi del centro abitato) e la Fontana dello zoppo (alle porte del paese), un ex-lavatoio pubblico in pietra locale.

Cibo e tradizioni

Al di là dei monumenti e delle attrazioni citate nell’entroterra avellinese la tradizione ed il cibo non può mancare.

Com’è risaputo questa zona regala sempre dell’ottimo cibo e soprattutto dell’ottimo vino.

La valle del fiume Calore è, infatti, ricca di vitigni. Fiore all’occhiello di Castelvetere e di tutta la zona è il vino rosso Taurasi.

Qui, insieme ai vitigni, troviamo anche tante coltivazioni di olive da olio, di castagne, di pere (“spadoni”) e di mele (“lemongelle”).

Per godersi al meglio il vino e le produzioni locali non possono mancare gli insaccati, prodotti in zona, come soppressate, salsicce, prosciutti e non solo.

Inoltre il sottobosco castelveterese è ben fornito di funghi, fragole, origano e tartufi, rendendo rinomata la cucina tradizionale arricchita da ottime paste caserecce. Fra queste un posto di rilievo è riservato alla “maccaronara”, tipica pasta lunga per la quale a metà agosto si allestisce solitamente una sagra, accompagnata però anche da altre specialità.

A proposito di sagre e quindi di divertimento, non si può parlare di Castelvetere senza citare il suo Carnevale.

Qui questa festività trova espressione nelle rivalità artigianali dei due agglomerati urbani, nati nel secondo dopoguerra: Castello e Pianura.

La divisione ha origini migratorie: la prima fazione rappresenta il centro storico del paese, composto da famiglie castelveteresi da generazioni; la seconda era occupata da famiglie migrate dai paesi vicini.

Carnevale Castelevetere sul Calore
Carnevale Castelvetere

Il Carnevale era quindi un’occasione di confronto, un modo per affermarsi attraverso le proprie individualità artigianali, accompagnate da una volontà goliardica, in pieno spirito carnevalesco.

Come per ogni sfida che si rispetti la preparazione era meticolosa. I carri venivano costruiti in luoghi segreti, e segreti erano anche i soggetti cui si ispiravano per evitare che la controparte potesse rispondere con un altro carro allegorico allo sfottò di quello presentato.

Dopo gli anni ’70 però, con la nascita delle Pro Loco, le due fazioni sono state unite creando un unico gruppo carnevalesco a favore dei numerosissimi spettatori provenienti da zone limitrofe.

Questo cambiamento non ha fatto abbandonare l’ironia e la volontà di divertirsi. Oggi, i protagonisti degli “sfottò” sono i personaggi dello spettacolo ed i politici.

Pilastro, inamovibile, della festa e dell’antico splendore rimane la tarantella, sempre presente in ogni edizione.

Castelevetere sul calore è un piccolo paesino che può regalare piacevoli momenti di pace, per la sua posizione geografica e per il suo panorama, arricchito da storia, cibo ed anche divertimento in alcuni periodo dell’anno.

Scoprire questo paese ci può ricordare quanto sia importante conoscere il nostro territorio, senza sottovalutarlo.

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