Grande Campania

Il Monte Epomeo: una via di accesso al mitico mondo sotterraneo di Agarthi?

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Il Monte Epomeo è la montagna più alta dell’isola d’Ischia, con i suoi 789 metri.

Geologicamente è, in realtà, un horst vulcano-tettonico (una porzione di crosta terrestre rialzata a causa di un sistema di faglie), il cui sollevamento è iniziato circa 100.000 anni fa: in passato, infatti, tutta l’isola è stata interessata, più volte, da un’intensa attività vulcanica sia di tipo effusivo che esplosivo.

Tutto ciò ha provocato, oltre che l’accumulo e la sovrapposizione di depositi, l’innalzamento della superficie crostale nell’area del monte Epomeo.

L’ultima eruzione di cui si ha notizia risale al 1302, ma quella più significativa nell’area dell’horst è avvenuta 55.000 anni fa ed è stata registrata dalla formazione del Tufo Verde di Monte Epomeo, una pozzolana di colore bianco/bianco-giallastro.

La leggenda

A prescindere dalle notizie geologiche, il Monte Epomeo è, da secoli, avvolto nel mistero poichè è ritenuto essere uno dei punti di accesso al mitico mondo sotterraneo di Agarthi, insieme al Polo Nord, il Polo Sud, le piramidi di Giza in Egitto e il deserto del Gobi in Mongolia, come descritto dallo scrittore Willis George Emerson, nel suo classico “Il Dio fumoso o il Viaggio nella Terra Cava“.

Questo mito, secondo cui sotto la superficie terrestre vi sarebbero altre superfici concentriche che potrebbero, a loro volta, essere abitate o abitabili, in realtà, comincia nel Medioevo, grazie ai resoconti di Corrado di Querfurt, vescovo di Hildesheim e poi di Würzburg, che servì come cancelliere Arrigo VI dal 1194 al 1201.

In diverse lettere, il vescovo racconta di essere riuscito a penetrare in un anfratto su un monte, raggiungendo una misteriosa città sotterranea, ma sarebbe stato messo in fuga da soldati armati di archi e frecce ma “fatti di aria”; il monte in questione sarebbe proprio l’Epomeo.

La ricerca della misteriosa Agarthi coinvolse anche Hitler, ossessionato dalle antiche civiltà e dall’esoterismo: i nazisti, infatti, cercarono l’ingresso al mitico mondo sotterraneo, cominciando dalla Grotta di Mavone (o del Magone), oggi praticamente inaccessibile, che si trova a Forio su un costone roccioso a picco sul mare, proseguendo poi con l’analisi della Grotta del Mago, che si trova ad Ischia Ponte dopo gli scogli di Sant’Anna.

In realtà, nessuno conosce i risultati di queste ricerche, risalenti ormai a settant’anni fa, e mai nulla è stato trovato di riconducibile all’esistenza di questo misterioso mondo.

Inoltre, essendo ufficialmente riconosciuto che la Terra non è né piatta né, tantomeno, cava, sarebbe, in effetti, inutile continuare a cercare prove e porte di ingresso per questo fantomatico universo sotterraneo.

 

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