Grande Campania

Appennino campano: il Parco Regionale dei Monti Picentini

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Un’importante escursione da fare, per chi si avventura fra le montagne della Campania, è quella all’interno del Parco Regionale dei Monti Picentini.

Situato nel cuore dell’Appennino Campano, esteso tra le province di Avellino e Salerno, si estende per un’area di circa 63.000 ettari, all’interno della quale scorrono anche i fiumi Calore e Sele. Caratterizzato dalla catena montuosa dei Monti Picentini, è possibile dividere il parco in due distinte zone:

  • la zona pedemontana e le valli adiacenti, che si spingono pian piano nel fondovalle;
  • la zona delle creste e delle cuspidi.

Le montagne “picentine”

Le montagne sono caratterizzate da una copertura lavica, tanto che si pensa siano il risultato dei depositi delle nubi fuoriuscite dalle eruzioni del Vesuvio e dei Campi Flegrei. I fiumi Sele e Calore caratterizzano l’area, poiché (specie il fiume Sele con la sua valle) attraversano la maggior parte del parco.

Ma da dove prende il nome questo sito?

La dicitura “Picentini” compare per la prima volta a designare il gruppo montuoso in una carta geografica del 1500 conservata nei Musei Vaticani. Come nel caso di tanti altri massicci dell’appennino, la denominazione deriva dal modo con cui i Romani chiamavano gli abitanti delle zone limitrofe a queste montagne. Infatti, la colonia Picentia fu fondata dai Romani nel 278 a.C., deportando parte della popolazione adriatica dei Piceni. L’antica città si trova nei pressi di Pontecagnano, nel salernitano.

La storia

Durante il periodo medievale, la zona dei monti Picentini faceva da confine fra i ducati longobardi di Benevento e Salerno. Numerosi sono i ruderi di fortini longobardi costruiti sulle cime strategiche per il controllo dei valichi e dei borghi. Particolare attenzione è da porsi sul valico delle Croci di Acerno. Qui si sono svolti numerosi scontri in diverse epoche storiche, fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando i tedeschi arretrarono sulle posizioni fortificate oltre il valico, riutilizzando gli antichi fortini longobardi.

Come è nato il Parco regionale? Sono state tante le attività del Club Alpino Italiano di Salerno: grazie a numerosi appassionati di montagna, è stato possibile dotare i sentieri del parco di un’opportuna segnaletica, permettendo anche alla zona stessa di avere una propria carta escursionistica chiamata “Monti Picentini e Colline Salernitane”. Dal 1995, il parco è anche sede di due oasi del WWF mentre, dal 2003, è stata ufficialmente delimitata l’intera area del Parco regionale.

Sono tanti gli itinerari che si seguono per una completa ed intera visita del sito: paesaggistici, escursionistici, gastronomici (con l’itinerario “Porta dei Sapori”)… il tutto perché i Monti Picentini offrono possibilità pressoché illimitate!

 

 

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