Cinque posti insoliti di Napoli da visitare

Un viaggio a Napoli si sa, è un'esperienza di vita. In questo articolo scopriamo 5 posti poco battuti dal turismo di massa

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Antica capitale del Regno delle Due Sicilie, Napoli ha mantenuto intatto il fascino di città principale. Un viaggio in questa grande metropoli è un’esperienza di vita. Offre tantissimo sia dal punto di vista artistico, storico, architettonico che naturale. Difficile trovare parole che non siano state già dette per descriverla. Non è difficile invece scoprire insieme 5 posti poco battuti dal turismo di massa e che anche i napoletani stessi, forse non conoscono.

Calata San Francesco

Lunga circa 1100 Mt, questa strada, chiamata anche la “viuzza” o salita Vomero, porta appunto dal Vomero fino al mare. Come le Rampe del Petraio, è stata costruita lungo il letto di un fiume che scendeva lungo la collina per andare a ricongiungersi col mare del golfo di Napoli.

Origine del nome

Il nome stesso della Calata è fonte di divergenze. Alcuni sostengono che l’appellativo sia dovuto alla presenza nella parte bassa del percorso, della chiesa con relativo convento di San Francesco degli Scarioni eretti agli inizi del 1700. Altri invece asseriscono che il nome sia dovuto alla presenza, nella parte alta, del complesso religioso dedicato a San Francesco di Paola eretto alla fine del 1500. Complesso che attualmente è Villa Giordano, una villa nobiliare al pari di Villa Carafa, entrambe presenti a via Belvedere.

Il percorso

La discesa fino al mare è un susseguirsi di ville private, chiese e pittoresche abitazioni caratteristiche dei borghi in cui sono state edificate. Ci sono poi luoghi appartati pieni di verde, scalinate che si arroccano lungo il percorso che fanno da congiungimento e ovviamente non mancano angoli dove si può vedere il golfo di Napoli. Insomma, Calata San Francesco ha le sue sorprese ed i suoi misteri da scoprire in una ventina di minuti.

Grotta Cocceio

Si tratta di una galleria di epoca romana ideata per scopi militari. Era infatti importante in quanto collegava Cuma con il lago d’Averno e il lago Lucrino. Progettata dall’architetto e ingegnere Lucio Cocceio Aucto nativo della stessa Cuma. Da lui prende il nome. E’ caduta per lungo tempo nel dimenticatoio e bisognerà aspettare i giorni nostri per vederla riaperta al pubblico. Il passaggio è completamente scavato nel tufo del monte Grillo, si protrae per circa un chilometro ed ha uno sviluppo rettilineo con leggera pendenza.

La caverna e Virgilio

Questa via sotterranea è così affascinante che risulta attendibile l’ipotesi che Virgilio, a cui era di sicuro nota, ad essa si sia ispirato nel raccontare la grotta dell’Ade nel noto passo dell’Eneide in cui la Sibilla accompagna Enea verso gli inferi. C’è ancora un’altra leggenda legata all’illustre poeta latino tanto legato alla città di Napoli dove risiedono le sue spoglie. La credenza popolare contribuì ad alimentare e divulgare l’immagine del profeta indovino e mago. Tra le più strane e singolari leggende vi è quella in cui si narra che fu Virgilio stesso a creare la grotta in una sola notte.

Fonte foto: pafleg.it

Chiesa di San Gennaro

Un piccolo gioiello situato nel Real Bosco di Capodimonte. Uno scrigno pieno di colore che è restato chiuso fin troppo tempo. Ci sono voluti infatti ben 50 anni prima che fosse riaperta al pubblico. Eretta nel 1745 per volere di Carlo di Borbone, questa piccola chiesa dedicata al Santo protettore della città, nel 1776 fu riservata a parrocchia per coloro che lavoravano nel Bosco. Al suo interno si possono apprezzare due delle tante eccellenze capane. Ci riferiamo alle preziose sete di San Leucio come paramenti d’altare e vasi e candelabri in porcellana della Real Fabbrica di Capodimonte.

La Gaiola e il parco sommerso

Nel centro del Golfo di Napoli, tra storia, natura e cultura, tra i luoghi più incantevoli della nostra città. Il parco deriva il suo nome dai due isolotti posti uno accanto all’altro. Qui sono presenti un mix di aspetti, quello vulcanologico, biologico e storico-archeologico. Grazie  alla bellezza del paesaggio, a partire da I sec a.C. su questa costa si insediarono suntuose ville patrizie romane. In quest’area dal mare limpido non potevano di certo mancare storie di fantasmi e di maledizioni.

L’ospedale delle bambole

Un luogo mirabolante ma reale. Una volta varcata la porta di questa splendida bottega nel cuore di Napoli, si entra in una dimensione dove il tempo si è fermato, anzi, ritorna al passato. Si è catapultati in un mondo dove un giocattolo non è  da buttare perché rovinato, come vuole la moda consumistica. Quel giocattolo che ci ha accompagnati per lunghi tratti della nostra infanzia,  può essere guarito, curato, aggiustato. Grazie all’amore, alla maestria che si tramanda da generazioni, al desiderio di restituire vita e sorriso ad un oggetto che tanto oggetto non è.

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