Laviano e il suo ponte tibetano

Emozioni forti con vista sulla natura

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Una piattaforma tra passato e futuro di Laviano, un passato distrutto dal terremoto del 1980 e un futuro proiettato verso l’ecoturismo. Il Ponte Tibetano, inaugurato nel 2015, regala l’emozione di camminare tra due colline. Lungo quasi 100 metri e a più di 80 metri dal letto del torrente sottostante, attira ogni anno moltissimi turisti che apprezzano anche il territorio circostante. Dal ponte infatti, si può ammirare il bellissimo paesaggio incorniciato dal Vallone delle Conche. Il piccolo paese si trova tra i monti Picentini e il confine con la Basilicata.

Laviano e le sue origini

Il nome “Lavianum” deriverebbe da una parola sabina (antico popolo dell’Italia centrale)  che significa feudo rurale. Con l”avvento dei romani, (verso la fine del III sec.) l’alta valle del Sele vide un incremento  e consolidamento della produzione agricola. Quest’ultima basata principalmente sulla coltivazione dell’olivo, della vite e dei frutteti fu affiancata sia dal lavoro nei boschi che dalla pastorizia. Il tutto favorito dalla presenza dell’altopiano, di corsi d’ acqua e vicinanza di zone dove avveniva la migrazione stagionale degli animali.

La ricostruzione dopo il terremoto

Il sisma avvenuto nel 1980 ha portato le autorità competenti dell’epoca a non ricostruire il centro storico ma a spostare l’intero centro abitato in una zona adiacente. Del vecchio paese è stato mantenuto solo il nome. Anche i materiali usati per edificare e lo stile architettonico nulla avevano a che fare col precedente centro abitato. Di quest’ultimo restano solo il castello, la chiesa di Santa Maria e alcune case. Superstiti che sono lì a ricordarci che anche Laviano ha una propria storia.

Il castello

Fa parte di un sistema di fortificazioni normanne e sveve costruite nel X secolo. Tali fortificazioni venivano sovente edificati su sistemi difensivi preesistenti situati su rotte prossime alle principali direttrici di traffico. In questo caso la via che collega il mar Tirreno con la Puglia passando dalla valle del Sele e dalla Basilicata. Voluto per volontà del conte Guglielmo che lo collocò in posizione strategica per osservare territori ma anche come mezzo di difesa. L’edificio ha subito nel corso degli anni ampliamenti e ristrutturazioni. Lo testimoniano soprattutto le differenze visibili nelle murature e nelle tecniche costruttive. Il terremoto del novembre 1980 che distrusse Laviano, provocò ingenti danni anche al castello. Al sisma è seguito un lungo periodo di completo abbandono. Solo nel 2004 iniziarono i primi lavori di recupero grazie all’utilizzo di fondi europei.

Fonte foto: lavianonostra.it

Il ponte tibetano

Il “Ponte Tibetano” realizzato in prossimità del castello tra il  2013 e il 2014, consiste in una pedana pedonale larga 0,72 metri sospesa grazie a funi in acciaio. Lungo quasi 100 metri e a più di 80 metri dal letto del torrente sottostante. Si tratta di una struttura metallica realizzata interamente in acciaio, costituita da una pedana realizzata in materiale antiscivolo e attraverso la quale si può vedere la vallata sottostante. La balaustra è alta 1,32 m. Si tratta di un’opera estremamente leggera e a ridotto impatto ambientale. Le emozioni sono garantite, senza trascurare la sicurezza. Infatti non si tratta di un ponte traballante, al massimo può vibrare a causa del vento o al passaggio di altre persone. Per questo è adatto a tutta la famiglia, o meglio, ai coraggiosi della famiglia.

Fonte foto: lavianonostra.it

Come si giunge al ponte

Il “Ponte Tibetano” è raggiungibile attraverso due sentieri posti su un ripido pendio. La località scelta per costruirlo è l’unica possibile, considerando la morfologia estremamente complessa del “Vallone delle Conche” noto anche come “Valle dietro al Castello”. La passerella sospesa nel vuoto si collega ad una fitta rete di percorsi naturalistici che attraversano foreste secolari, vaste radure e panorami strabilianti.

Come arrivare a Laviano

Il casello autostradale più vicino a Laviano, distante circa 30 km, è quello di Contursi Terme, sull’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria.
La stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è Contursi Terme, linea Salerno-Battipaglia-Potenza.
In autobus, da Salerno, con Sita Sud, linea Salerno – Pescopagano.

 

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