Grande Campania

La foresta di Cuma: un bosco rigoglioso accanto al mare

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Nella zona dei Campi Flegrei sorge un’area rigogliosa, un vero e proprio bosco: è la foresta di Cuma.

Si tratta di un’area sempreverde che, oltre all’elemento naturalistico, racchiude in sé anche quello storico: è, infatti, zona che raccoglie elementi di antiche civiltà precedentemente stabilitesi sul territorio.

Si estende per circa 100 ettari e, man mano che ci si allontana dalla costa, la sua vegetazione diventa sempre più fitta, lasciando spazio a numerosi alberi di leccio.

L’elefante nella roccia

Chi vi si addentra ha la possibilità di osservare il susseguirsi di varie specie vegetali: la macchia mediterranea con i suoi pini domestici e i frassini, solo per citarne alcuni. Ma l’occhio dell’attento osservatore cade su di un aspetto particolare: il gigante di pietra imprigionato nella roccia a ridosso del litorale. Ha la forma della testa di un elefante poggiata a terra, con la proboscide che si abbandona fra due cavità scavate nella roccia, quasi come se quest’ultima, seguendo i suoi disegni, abbia voluto mimetizzare e custodire questa immagine insieme ad altri antichi segreti, proprio allo stesso modo di come la cantavano e la descrivevano antichi oratori romani.

Ed è proprio questa grande roccia a fare da sfondo alla distesa di lecci che abbiamo anticipato: una foresta ricca che, da più di mille anni, ha il suo custode.

Anticamente, i primi navigatori greci che approdavano a Cuma erano affascinati da questo bosco rigoglioso a picco sul mare, tanto che le terre e le radure poste alle spalle del bosco stesso divennero i luoghi dove questi stanziavano e sostavano (in quella zona che, oggi, è detta Monte di Cuma).

Il bosco oggi

Oggi l’ingresso alla foresta è anticipato da una strada sterrata che permette al visitatore di ascoltare attentamente il rumore del terreno che calpesta, quasi come se volesse raccontargli a cosa va incontro addentrandosi nel suo cuore. Si pensa, infatti, che l’attuale foresta di lecci, molti anni fa, fosse addirittura estesa ininterrottamente sino alle zone del Lago del Fusaro e alla foce del Volturno.

Attualmente questo immenso bosco è patrimonio del Demanio Forestale della Regione Campania. Ma perché è conosciuto anche con il nome originario di Selva Gallinaria?

Come qualsiasi bosco che si rispetti, oltre a una fitta flora, era ed è presente anche una folta varietà faunistica. Anticamente, vi era anche la cosiddetta Gallinella d’acqua, un uccello acquatico dalle piume nere che nidificava proprio qui, grazie alla presenza di zone umide ed acquitrini.

Visitare e conoscere questa foresta è un passo in avanti per chi si avventura a pieno nella conoscenza dei Campi Flegrei e delle sue bellezze naturalistiche.

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