Il fico selvatico che cresce al contrario: una meravigliosa e bizzarra opera della natura nel parco archeologico di Baia.

La natura sbalordisce ancora. L'albero cresce rigoglioso sviluppandosi con la punta in giù.

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Il parco archeologico è sommerso in quanto situato nella zona dei Campi Flegrei (terra ardente in greco) dove è presente il fenomeno del bradisismo. Si tratta di un evento caratteristico delle zone vulcaniche che si protrae nel tempo. In pratica si ha un abbassamento o un innalzamento della terra dovuti alla presenza di una camera magmatica che è vicina alla superficie. Proprio l’abbassamento ha fatto si che l’acqua del mare sommergesse le costruzioni presenti lungo la costa(ad una profondità di circa 15 metri), tanto da essere chiamata l’ “Atlantide Romana”.

La zona flegrea

Gli antichi romani amavano questa zona, apprezzata moltissimo per l’aspetto ambientalistico, davvero magico da queste parti. Questo il motivo principale per il quale la zona è ricca di siti di quell’epoca. Pozzuoli era la città commerciale più famosa, Baia(chiamata Baiae nell’antichità) la zona residenziale, turistica e termale. Infine Miseno, sede della flotta militare. I primi ritrovamenti risalgono agli inizi del 20° secolo e avvennero per caso. In pratica si fecero lavori (per il porto) durante i quali vennero alla luce sculture, elementi architettonici e tante altre testimonianze di epoca romana. Tutta la zona  ha registrato quest’anno un nuovo e importante flusso turistico, tanto da rappresentare una vera e propria sorpresa.

Il Parco Archeologico Sommerso di Baia

Un’altra perla della Campania, un parco per lo più sommerso e visitabile con immersione accompagnati da esperti. Il parco archeologico è sommerso in quanto situato nella zona dei Campi Flegrei (terra ardente in greco) dove è presente il fenomeno del bradisismo. Si tratta di un evento caratteristico delle zone vulcaniche che si protrae nel tempo. In pratica si ha un abbassamento o un innalzamento della terra dovuti alla presenza di una camera magmatica che è vicina alla superficie. Proprio l’abbassamento ha fatto si che l’acqua del mare sommergesse le costruzioni presenti lungo la costa tanto(ad una profondità di circa 15 metri) da essere chiamata l’ “Atlantide Romana”.

Le meraviglie sommerse e non solo

Tra i principali edifici sommersi che per fortuna non sono sotto la sabbia e quindi visibili, troviamo la Villa dei Pisoni, la Villa a “protiro” e il ninfeo imperiale di Punta Epitaffio. Il sito conta diversi edifici e si possono notare alcuni nuclei principali. Il più antico è la Villa dell’Ambulatio, così chiamata in quanto si trova un portico coperto(in latino “ambulatio”). Nell’area centrale troviamo il nucleo Sosandra, che deve il nome ad una statua che raffigurava Aspasia (la compagna di Pericle). Il settore “di Mercurio” così chiamato perché include una costruzione si pensava fosse un tempio dedicato a Mercurio. In realtà si trattava di un frigidarium, una piscina d’acqua fredda. Infine, il settore detto di “Venere”, anche in questo caso il nome si deve ad un errore di valutazione, non era stato capito che si tratta sempre di un edificio termale.

Foto shutterstock

La “storia” dei ritrovamenti

I primi ritrovamenti risalgono agli inizi del 20° secolo e avvennero per caso. In pratica si fecero lavori (per il porto) durante i quali vennero alla luce sculture, elementi architettonici e tante altre testimonianze di epoca romana. Dopo qualche anno, grazie a delle foto scattate da un aereo, si rilevò la zona archeologica sommersa del Portus Julius. Bisognerà però aspettare un altro po’ di tempo per avviare la prima mappatura della zona e scoprire il tesoro che il mare conserva a causa del bradisismo.

Gli inizi degli scavi

Bisognerà aspettare gli anni ’80 per avviare i primi scavi subacquei ad opera di esperti. Da allora in poi la zona è stata sempre più protetta passando da diverse soprintendenze. Nel 1999 si realizza il primo percorso di visita per subacquei. Nel 2002 viene istituito il parco archeologico sommerso di Baia considerato area marina protetta. Nel 2016 i Campi Flegrei diventano Soprintendenza Speciale che prende il nome di Parco Archeologico dei Campi Flegrei. Da allora sono stati fatti passi da gigante nella tutela e la valorizzazione dell’area anche se alcuni problemi ancora sussistono, il percorso per risolverli sembra essere quello giusto.

Il fico che cresce al contrario

Il bellissimo complesso archeologico di Baia(chiamata Baiae nell’antichità) in epoca romana era una zona residenziale e turistica. Nella parte dedicata alle terme, cresce rigoglioso un albero di fico. Si trova sotto una volta in pietra che sfida le leggi della natura, cresce infatti con la punta in giù. In passato si trovava sopra l’arco ma le radici ne minacciavano la stabilità e per questo si decise di tagliare il tronco. Il fico allora trovò “un escamotage”. Le radici che pendevano dal soffitto sono divenute col tempo dei rami che producono frutti.

Motivo in più per visitare l’area

Il sito è la dimostrazione di quanto fosse importante questo territorio per i romani. Il parco archeologico di Baia colpisce non solo per gli importantissimi e bellissimi resti di epoca romana(per lo più sommersi a causa del bradisismo), ma anche per lo straordinario valore ambientale e paesaggistico. Tutta la zona  ha registrato quest’anno un nuovo e importante flusso turistico, tanto da rappresentare una vera e propria sorpresa.

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