Grande Campania

Il borgo di Quaglietta e il suo castello

0 126

Un maniero che diventa immagine di un piccolo borgo situato nel comune di Calabritto: stiamo parlando di Quaglietta e del suo castello fortificato.

Nelle zone dell’Irpinia sono molte le fortificazioni di epoca longobarda che si ergono a difesa dei territori (come era d’uso nel pieno dell’anno 1100), sotto la minaccia dell’invasore saraceno: il castello di Quaglietta è uno di questi.

La leggenda

Secondo la leggenda, il borgo fortificato nasceva come presidio militare, organizzato proprio per la difesa dagli attacchi dei Saraceni: posizionato su di uno spuntone di roccia, al centro della valle, il castello creava uno sbarramento per i nemici che, diretti verso le zone interne, risalivano il fiume Sele, facendo razzie e provocando devastazioni in tutta la piana.

Se, invece, ci concentriamo sulle origini del castello vero e proprio, è possibile identificarlo come una costruzione medievale: la più antica documentazione nella quale è nominata Quaglietta, come terra feudale, risale all’anno 1140, con Robertus de Quallecta della più ampia “Cumstabilia di Salerno” affidata a Lampo di Fasanella, come riporta il Catalogus baronum-Quaternus Magnae expeditionis.

Dopo l’epoca longobarda e sveva, il borgo passò di mano in mano, quasi in forma di eredità.

Ma cosa resta, oggi, del castello? Poche tracce di quel che era il suo essere punto di riferimento anche per i pellegrini che, per recarsi al Santuario di San Michele sul Gargano, lo vedevano ergersi dall’alto della sua rocca.

Oggi

Attualmente, l’edificio si presenta come un rudere: dopo il sisma del 1980, che lo ha fortemente danneggiato, della sua antica struttura sono ancora visibili soltanto una torre a pianta quadrata e gran parte delle mura con finestre. Le coperture sono quasi tutte crollate e quel che restava è stato sottratto da privati cittadini e riutilizzato in altre costruzioni, contribuendo al progressivo spopolamento del borgo di Quaglietta.

Proprio nel 2017, però, il Comune di Calabritto ha indetto un bando per la riqualifica del territorio attraverso una gestione di quindici anni di quello che è stato definito un “albergo diffuso”, l’insieme, cioè, di diciannove alloggi e di un ristorante, a cui hanno deciso di dedicarsi tre ragazzi irpini (d’età compresa tra i 33 e i 36 anni).

Un’iniziativa importante su cui vale la pena di restare aggiornati, poiché il sito offre un itinerario medievale che in pochi conoscono, ma che rappresenta anch’esso un pezzo di storia d’Italia.

 

Lascia un Commento