Villa d’Ayala: un luogo magico tra natura, arte e quiete

Chiamata anche "Villa delle delizie", Villa d'Ayala sorge sulle pendici del monte Marzano, nel paese di Valva, in provincia di Salerno ed è rigogliosa di vegetazione e bellezze!

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Immersa nell’entroterra salernitano, questa villa sorprende il visitatore per il bosco, i gruppi scultorei, i viali e la quiete che la contraddistinguono. Si ha la sensazione di entrare in un mondo incantato, di altri tempi.

Non ci si aspetterebbe che, un piccolo paese come Valva, possa vantare uno scrigno d’arte così prezioso e intriso di mistero.

La villa, situata al centro del paese, è circondata da mura di tre metri ed è disseminata da fontane, fontanelle, grotti e siepi…Insomma: vi aleggia un alone di mistero ed incanto!

L’incanto della natura nel parco di Villa d’Ayala

Il parco è strutturato a più livelli, con tocco manieristico e barocco e con viali che vanno a formare una scacchiera.

La superfice è divisa in due zone, a sua volta suddivisa in due giardini all’italiana, di cui uno in prossimità dell’ingresso e uno vicino al Castello, accanto alla fontana delle tartarughe, e un altro giardino, al Teatrino di Verzura. Il tutto si estende in diciotto ettari, circa.

All’ingresso, si nota una torre con una porta chiusa da un cancello, la Chiesetta della Madonna di Filermo, dove ancora oggi i Cavalieri di Malta celebrano una messa commemorativa e più avanti, il “Coffe House”, con portico affiancato dalla scultura delle Pacchiane lucane. Davanti il porticato, ci sono cinque bellissime statue di marmo bianco che rappresentano le Arti, la Danza, il Canto, la Pittura e la Scultura.

Splendida è la fontana con attorno la figura della dea Diana e un cervo in bronzo, purtroppo, però, i piedi della dea sono stati rovinati dalle erbacce, ahinoi!

Fontana con Diana e il cervo- Parco d'Ayala

 

Altre imponenti e bellissima opere sono Ercole e il drago, le Tre Grazie e Amore e Psiche.

Proseguendo nel cammino, si ammira un anfiteatro neoclassico con trenta teste di marmo che sembrano attendere l’inizio degli spettacoli: alcune di loro appaiono concentrati su ciò che “stanno guardando”, mentre altre sono distratte, hanno lo sguardo altrove: sicuramente l’intento era di voler riprodurre un vero spettacolo (le teste erano quarantatré all’origine, ma alcune sono state derubate).

Anfiteatro, statue, giardino dell'Alaya

 

Ninfee e altre creature di pietra spuntano qua e là dal verde del posto.

Si giunge poi in uno spiazzale semicircolare con le statue delle Muse e in un giardino interno, sempre recintato, con al centro una vasca con figure umane e pesci, “osservati” da busti.

Per quanto riguarda la vegetazione, il parco può essere considerato un bosco a tutti gli effetti, con una predominanza di castagni, lecci ed aceri. Alcuni alberi sono centenari, importati da ogni zona del mondo in quanto acclimatati. Quindi, tra frutteti, boschi di magnolie e di cedri, tra il verde della natura, insomma, emerge poi l’opera dell’uomo, la cui raffinatezza si evince dalle sculture, come l‘emiciclo della bellezza.

Emiciclo della bellezza, parco di Alaya

 

Affascinante è il sistema di grotte e caverne che risalgono probabilmente all’epoca romana. Anche le grotte sono adornate di arte e sculture, come la “Caverna dei mostri“, che ospita appunto statue dall’aspetto terrificante e lugubre e il dio Vulcano che batte il ferro rovente sull’incudine.

Due vialetti conducono poi al Castello che sorge nel vecchio palazzo baronale, completamente merlato. Ma addentriamoci adesso all’interno!

Il castello

Al piano ammezzato, troviamo diversi vani adibiti a scopi differenti nel corso degli anni e la Cappella della Madonna di Filermo.

Al primo piano, detto nobiliare, c’è un grande salone con un camino su colonnine di pietra, segue poi l’appartamento marchesale che un tempo era costellato di dipinti, libri e statue, ora conservati negli archivi della Soprintendenza. 

All’ultimo piano è collocato il sottotetto in calcestruzzo armato ( e fu una delle prime volte che venne utilizzato in assoluto) con varie stanze e bagni.

Purtroppo, però, l’intero edificio ha subito danni a causa del terremoto del 1980.

Storia

La villa risale al 1700 e in un primo momento, esisteva solo una torre d’angolo fatta costruire dal signore normanno Gozzolino nel 1108 ed infatti, tale torre è stata chiamata Torre Normanna. Oggi è la parte più antica della costruzione ed è visibile al lato nord del palazzo.

L’idea della costruzione della villa è invece del marchese Giuseppe Maria Valva, nel’700, consigliere di Ferdinando IV di Borbone e sovraintendente delle strade e dei ponti del Regno di Napoli, nonché membro dell’ordine dei Cavalieri. Questi voleva che il posto fosse ammirato da visitatori che sarebbero dovuti rimanere estasiati soprattutto dai giardini, per questo si avvalse della collaborazione dei più importanti giardinieri, botanici e floricultori del regno.

Durante la seconda guerra mondiale la villa diventò un ospedale da campo e dopo lo sbarco degli alleati americani a Salerno, divenne punto di incontro con questi.

Non ci resta che visitarla e rimanere avvolti dalla freschezza della natura e dal fascino dell’arte!

 

Immagine da: Storia dell’arte, brundarte.it, rosmarino news.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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