Le tante meraviglie del Castello di Baia

A Baia, frazione di Bacoli, sorge il castello di Baia su di un promontorio dalla posizione strategica alto 51 metri.

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Il castello di Baia, conosciuto anche come Castello aragonese, domina tutto il golfo di Pozzuoli.

Luogo iconico, gode di un panorama strepitoso, meta di tantissimi turisti.

Estremamente affascinante è il ponte levatoio con catene che conduce al suo interno fatto di stanze, corridoi, grandi spazi e opere d’arte. Castello di Baia

Storia del Castello di Baia

Tacito scrive che in età romana, sulla collina su cui verrà edificato il Castello, c’era molto probabilmente la villa di Cesare i cui resti sono sparsi intorno la costa.

Costruito tra il 1490 e il 1493 dagli Aragonesi, fu il re Ferdinando II d’Aragona ad affidare il progetto all’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, ma della struttura originaria non c’è più traccia.

Il castello venne ideato come strumento di difesa della costa flegrea contro le incursioni saracene, poiché si trovava in una posizione strategica, infatti è naturalmente protetto a est da un dirupo a picco sul mare e a ovest dalla depressione causata dai due vulcani. Domina pertanto incontrastato il golfo di Pozzuoli, Ischia, Cuma, Procida.

Nel 1538 l’eruzione del Monte Nuovo devastò il castello, ristrutturato poi dal viceré don Pedro Alvarez de Toledo che lo ingrandì notevolmente. Lo scopo principale continuava a essere militare e difensivo e fu così anche nel periodo della dominazione spagnola, austriaca e borbonica.

Al suo interno ospitò anche personaggi illustri quali il re Ferdinando III il Cattolico nel 1506, Giovanni d’Austria nel 1576, il duca d’Ossuna nel 1582. Quindi si discuteva di politica, ma non solo: il posto divenne anche luogo di studio e di ricerche che miravano soprattutto alla valorizzazione del territorio flegreo e baiano. Fu però anche luogo di esecuzioni e condanne: si racconta di come alcuni prigionieri chiusi dentro delle celle fossero stati praticamente abbandonanti a loro stessi, in attesa della morte.

Con l’Unità d’Italia, per Regio decreto del 1887, il castello non fu più considerato opera di fortificazione.

Nel 1927 si trasformò in orfanotrofio militare, quindi in una struttura che ospitava i figli dei caduti della Grande Guerra. Durante la Seconda guerra mondiale,  fu una prigione di guerra nonché un carcere militare.

Nel frattempo, nacquero i Cantieri Navali e il Silurificio.

A causa del terremoto dell’Irpinia nel 1980, molte famiglie trovarono riparo nell’edificio.

Nel 1984 il castello venne affidato alla Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta e al suo interno nacque il Museo archeologico dei Campi Flegrei.

Museo archeologico dei Campi Flegrei

Ospitato dunque all’interno del Castello, il museo è strutturato in diverse sezioni.

La prima sezione è quella dedicata a Cuma.  Nella prima sala sono esposti frammenti di calco in gesso risalenti all’età romana che sono la testimonianza dell’esistenza di un’officina scultorea di Baia. In altre sale si possono osservare le tombe con i relativi corredi tombali della civiltà della Magna Grecia (VIII a.C.) per passare poi a quella sannitica del IV secolo a.C., in cui interessantissima è la tomba a camera dipinta e fregi riccamente decorati.

Della dominazione romana sono rimasti invece importanti reperti scultorei e architettonici e le maschere comiche e tragiche utilizzate durante gli spettacoli teatrali di quel tempo.

Ampia è la sezione dedicata ad Augusto e quindi ad un era di forte rinascita, con volti di marmo, reperti egizi, un gruppo marmoreo che è stato poi intitolato “Psiche e Eros, ovvero Eirene e Plouto”, cioè “La pace e la ricchezza”. Le ultime sale di questa sezione riguardano principalmente la guerra greco-gotica.

Al primo piano l’attenzione si sposta sulla città di Puteoli, porto principale dell’Urbe. Numerosi sono i ritratti della dinastia imperiale giulio-claudia, gli edifici di spettacoli e i collegia degli Augustali. L’importanza del porto di Pozzuoli è evidenziata nelle sale 30 e 31 in cui osservano le fasi di costruzione del porto di Pozzuoli.

La sezione dedicata agli imperatori è caratterizzata dalle opere più importanti di quel tempo, come l’Anfiteatro Flavio, con statue e arredi che si focalizzano sul tema delle arti e dei mestieri.

Diverse sono le sale che ospitano le necropoli.

L’ultima sala di questa sezione è quella del Rione Terra che riassume la nascita di Pozzuoli.

E per concludere, si accede al cortile che ha come tema la piccola città collegata al ritiro di Scipione l’Africano, Liternium.

Spiaggia del Castello di Baia

Spiaggia di Baia

La spiaggia è raggiungibile solo tramite traghetto e dopo pochi minuti, grazie al servizio barche continuamente attivo, si approda in un vero e proprio angolo di paradiso, fatto di sabbia scura, mare limpidissimo, circondato dal verde della vegetazione e con il Castello che incornicia questo bellissimo quadro.

Insomma: un posto magico, dove sentirsi principi o principesse, contemplando mare e cielo.

Castello di Baia

 

Fonti foto: spiaggiacastellodibaia.it, pinterest, napoli-turistica.com, rete-comuni-italiani.it

 

 

 

 

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