Pietrelcina e il cammino spirituale di Padre Pio

Pietrelcina: il borgo di Benevento conosciuto anche per essere la città natale di Padre Pio.

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La Campania è una regione profondamente legata alla religione e molti sono i luoghi di culto da poter visitare. Una delle mete maggiormente scelte è Pietrelcina, la città natale di Padre Pio e recarsi lì significa ripercorrere la vita del santo.

Pietrelcina è un comune della provincia di Benevento e il suo nome deriva da “Petra Pucina”, ossia “pietra piccola” e questo perché il luogo è piccolo e caratterizzato da viuzze di ciottoli e pietre. Il borgo infatti è estremamente suggestivo e caratteristico.

La casa natale di Padre Pio

Casa Padre Pio

Una delle prime tappe è sicuramente la casa natale di Padre Pio, situata al numero 27 di Vico Storto Valle, casa paterna del presbitero. Entrando c’è un tavolino, un letto a due piazze, una finestra, un lavamani, un cassone e un altro tavolo con sopra dei libri scolastici. Dopo aver superato la soglia dell’ingresso, alla sinistra, c’è un altro cassettone, due sedie, due crocifissi e quattro litografie della Madonna. Nel pavimento si scopre poi una botola a cui si accede in una sorta di magazzino e stalla per asini che utilizzava il padre. Oggi l’ambiente è diventato un museo.

Il vicolo 28 ospita gli altri ambienti, ossia la cucina e una camera da letto per bambini, divenuta poi sala da pranzo. Qui pare che Padre Pio abbia vissuto le prime esperienze soprannaturali e dormito a terra poggiato su dei sassi.

Più avanti, sulla sommità di un vecchio castello baronale, nel rione Castello (borgo e nucleo originario di Pietrelcina), è ubicata la “Torretta“, una stanza di piccole dimensioni costruita nella roccia. Qui il santo alloggiò nel periodo della sua lunga malattia, tra il 1909 e il 1912.

Successivamente, per completare la sua guarigione, si trasferì in Via Santa Maria degli Angeli al numero civico 44, insieme al fratello Michele.

La chiesa della Sacra Famiglia

Chiesa della Sacra Famglia

La storia di questa Chiesa ruota attorno ad una profezia secondo la quale da giovane Padre Pio avesse ascoltato un suono di campane e un coro degli angeli nel punto in cui poi sarebbe stata costruita la Chiesa.

La Chiesa della Sacra Famiglia fu edificata nel 1926 proprio per sua volontà, quando era nel convento di San Giovanni Rotondo già da dieci anni.

Un ruolo molto importante nella costruzione dell’edificio è stato svolto anche dalla ricca benefattrice Mary Pyle la quale ascoltò la gente del posto che voleva che lei si adoperasse per la costruzione di una Chiesa e di un Convento di frati cappuccini. La donna acconsentì e chiese il permesso a Padre Pio.

Ma c’è ancora un’altra profezia: durante i lavori per la realizzazione della Chiesa, gli operai ebbero un problema con l’approvvigionamento dell’acqua e lo sottoposero al santo che indicò un punto sulla mappa dove cercare. Il punto si rivelò quello giusto ed infatti vi trovarono acqua in abbondanza, utilizzata non solo per la Chiesa, ma per tutta la comunità di Pietrelcina.

La Chiesa ha un’ampia facciata romanica e all’interno è presente un mosaico della Sacra Famiglia, oltre ad un altare in marmo policromo.

Vicino la Chiesa c’è il Convento dei Frati Cappuccini e un Museo che custodisce alcuni oggetti legati al santo e reliquie, tra cui la camicia della sua flagellazione.

La chiesa di Sant’Anna

Chiesa di Sant'Anna

Collocata nel punto più alto del Rione Castello, la Chiesa risale al XIII secolo ed è dedicata a Sant’Anna. Seppur nella sua semplicità,  raccoglie le tracce più importanti del cammino spirituale di Padre Pio, infatti è lì che fu battezzato e cresimato e fu lì che ebbe le prime visioni e vi svolgeva le messe.

La Chiesa ha due navate: in quella maggiore si ammira una tela della Madonna di Loreto del ‘600 e in quella minore statue dell’Assunta Incoronata e di Santa Rosa del ‘700, nonché l’altare dedicato a Sant’Anna con le reliquie di Padre Pio martire.

Il borgo fu anche al centro di dispute tra Normanni, Longobardi e Papato. Nel corso del tempo, fu soggetto al controllo di diversi feudatari  ma la sua bellezza è ancora intatta e tangibile.

Fonti foto: cappuccinipietrelcina.it., ecampania.it

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