Le invenzioni napoletane che non tutti conoscono

Si tratta di uno dei gelati più famosi al mondo: il cornetto algida, di una bevanda famosissima: la fanta e di un altrettanto famoso formaggio: l'auricchio

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L’ingegno e la creatività dei napoletani sono famosi in tutto il mondo. Quando si pensa alle nostre invenzioni, la mente subito va alla pizza, al caffè, ai dolci ecc. Tutto giusto e tutto vero. Ci sono però altre invenzioni, che tratteremo qui insieme, che nulla hanno da invidiare a quelle più note. Ci riferiamo alla fanta. Ebbene si, la famosa bevanda è nata grazie ad un napoletano. Ci riferiamo al cornetto algida. Lanciato nel 1959 da un gelataio del capoluogo campano. Ci riferiamo infine al famoso provolone Auricchio. La storia del Provolone  inizia con un segreto. Il “Segreto di don Gennaro”, che fonda la sua azienda nel 1877 a San Giuseppe Vesuviano, vicino a Napoli. Una ricetta unica e particolare che dona al Provolone un sapore originale e inconfondibile.

La fanta

La storia della famosa bevanda al succo d’arancia nasce nella Germania nazista. Siamo nel 1941 e i tedeschi vietano la Coca-Cola in conseguenza della rottura dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti. Per sopperire alla mancanza della famosa bibita, si cerca di crearne una nuova. Siamo in un’epoca storica dove le risorse di certo non abbondano e bisogna adoperarsi con quello che si ha. Nasce un bevanda a base di siero di latte, zucchero, sidro di mela e qualche frutto. Il nome scelto fu appunto Fanta, diminutivo della parola tedesca fantasie, che significa fantasia, inventiva, immaginazione.

La Fanta napoletana

La Fanta che conosciamo noi nasce a Napoli grazie all’inventiva di un nobiluomo. Questi riprende l’antica ricetta tedesca aggiungendoci del succo d’arancia. Siamo nel 1955 e la bevanda ottiene subito un grande successo. Lo stabilimento di Marcianise della SNIBEG(Società Napoletana Imbottigliamento Bevande Gasate) ne produce grosse quantità. Il suo gusto è amato e totalmente diverso dalle bevande a base d’arancia. Il gruppo Coca-Cola ne intuisce subito le potenzialità e ne acquisisce il marchio. Oggi Fanta è venduta in tantissimi paesi ed è commercializzata in oltre 70 gusti diversi, molti dei quali sono prodotti solo in alcune nazioni per meglio adattarsi ai gusti locali. In Europa e America Latina la Fanta piace molto, soltanto negli USA non è popolare come altrove.

Fonte foto: rete

Il cornetto Algida

Sfido chiunque a dire che non lo conosce. Non tutti però conoscono la sua storia. Ebbene, il gelato in questione è stato inventato da un gelataio napoletano. La gelateria era Spica. Il segreto sembrerebbe essere la particolare composizione che evita l’ammorbidirsi della cialda, che resta in questo modo croccante. La prima ad accaparrarsi la produzione ed il relativo brevetto è la Unliver che in seguito acquisirà anche il marchio Algida. Siamo negli anni settanta e grazie ad una massiccia campagna pubblicitaria il gelato dal cuore partenopeo è conosciuto in tutto il mondo diventando una vera e propria icona.

La sua produzione

La casa del cornetto Algida è Caivano. La fabbrica del comune in provincia di Napoli è la più grande in Europa sia per produttività che per produzione. I suoi numeri sono incredibili. Vengono prodotti 2,6 milioni di gelati al giorno con una produzione media annua di 1,4 miliardi di pezzi prodotti. Tuto ciò grazie agli enormi investimenti che Unilever ha effettuato per l’azienda di Caivano che oggi conta circa 700 dipendenti. Poco più della metà della produzione è destinata al mercato italiano. Nel 2019 il gelato ha compiuto 60 anni e non sembra accusare il trascorrere del tempo.

Fonte foto: mixerplanet.com

Il provolone Auricchio

Ideato a San Giuseppe Vesuviano, Auricchio è diventato sinonimo di provolone, conosciuto in ogni angolo del pianeta. Verso la fine dell’ottocento Gennaro Auricchio, ambulante del paese vesuviano, vendeva tra le altre cose, un provolone. Il prodotto era molto richiesto, grazie anche ad una ricetta tutt’ora segreta che utilizza un caglio che dona un sapore particolare. In quel periodo il latte non bastava ad esaurire la richiesta, fu così che il secondogenito di Gennaro salì al nord, verso Cremona. Il provolone veniva prodotto al nord ma veniva prevalentemente consumato al sud.

Il successo

Arrivò nei primi anni del Novecento grazie all’emigrazione di massa verso gli Stati Uniti. I meridionali che emigrarono per cercare lavoro e fortuna in America, con la classica valigia di cartone. Carica di speranze e nostalgia per la terra natia. Il provolone Auricchio si dimostrò  uno dei prodotti caseari più facili da conservare e, quindi, portare in un viaggio lunghissimo. Inoltre, il suo sapore deciso riusciva a trasmettere tutta la tradizione culinaria di Napoli e del Sud Italia. Col trascorrere del tempo, nessun emigrante partiva senza portare in valigia un bel pezzo di provolone. La fama del prodotto si diffuse anche nel nuovo continente, specialmente nei quartieri riservati agli italiani e nelle botteghe che vendevano beni e alimenti della nostra terra. Oggi l’impresa familiare è divenuta internazionale.

Fonte foto: soledisicilia.fr

 

 

 

 

 

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