La Mela Annurca: la “Regina delle mele”

Una varietà pregevole di mela tipica della regione Campania. La più apprezzata dai consumatori

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Il prodotto ortofrutticolo italiano, la “Melannurca“, è una varietà pregevole di mela tipica della regione Campania. La più apprezzata dai consumatori tale da essere definita: la “Regina delle mele”.

L’ Annurca, infatti, è conosciuta non solo per il suo sapore prelibato ma anche per le sue salutari caratteristiche.

Una recente ricerca del Dipartimento di scienza degli alimenti dell’Università di Napoli Federico II ha dimostrato che la mela Annurca dimezza i danni ossidativi alle cellule epiteliali gastriche. La sua azione gastroprotettiva dipende dalla ricchezza in composti fenolici, che sono in grado di prevenire così i danni ossidativi dell’apparato gastrico e aiutando a combattere le malattie gastriche legate all’azione di radicali liberi.

Tra le altre proprietà benefiche della “Melannurca Campana” IGP si annoverano: l’alto contenuto in vitamine (B1, B2, PP e C) e minerali (potassio, ferro, fosforo, manganese), ricca di fibre, regola le funzioni intestinali, è diuretica, particolarmente adatta ai bambini ed agli anziani, in particolare ai diabetici.

Le caratteristiche della mela annurca

La Melannurca è un frutto medio- piccolo di forma rotondeggiante, leggermente asimmetrica e con un picciolo corto e debole.

La polpa si dimostra croccante, bianca e omogenea. Piacevolmente acidula e succosa.

La raccolta della “Regina delle mele” avviene a metà settembre quando i frutti sono ancora acerbi per evitare che una volta caduti si decompongano al suolo.

Subito dopo inizia la fase di maturazione, detta “arrossamento”, con l’esposizione al sole per 10-15 giorni.

Le mele vengono sistemate a terra sui “melai”, dialettalmente detti “pòrche”, cioè strisce di terreno ricoperte da graticci di paglia ricavata dalla trebbiatura e delimitate da solchi per far sfociare l’acqua.

I frutti sono disposti su file esponendo alla luce la parte meno arrossata, vengono poi periodicamente rigirati ed accuratamente scelti, scartando quelli intaccati o marciti. Girate a mano (avutàte, in lingua napoletana) fino a raggiungere il tipico colore.

È proprio questa pratica, che completa la maturazione dei frutti con procedure effettuate tutte “a mano” e che conferisce le caratteristiche qualitative della “Melannurca”, donandogli quei valori di tipicità che nessun’altra mela può vantare.

La storia

La Mela Annurca
La Mela Annurca, www.buongiornonapoliweb.it

La Melannurca ha come luogo di origine, l’antica Puteoli, il territorio dell’ attuale Pozzuoli.

Plinio il Vecchio nel suo trattato Naturalis historia, la denomina “Mala Orcula” in relazione al limitrofo Orco, ovvero il lago d’Averno, sede degli Inferi.

Secondo un’ altra ipotesi l’ origine del nome risalirebbe dal verbo latino indulcō (addolcire), riferendosi alla modalità di maturazione del frutto.

La presenza della Melannurca nel territorio campano ha origini antichissime: dall’età preromana degli Italici Osci e Sanniti.

Tra le altre testimonianze ricordiamo, Giovanni Battista Della Porta che nel 1583 nell’opera Pomarium, descrivendo i frutti prodotti nell’agro puteolano, afferma che:

«  …le mele che da Varrone, Columella e Macrobio sono dette orbiculàte, provenienti da Pozzuoli, hanno la buccia rossa, da sembrare macchiate nel sangue e sono dolci di sapore, volgarmente sono chiamate Orcole».

Nei secoli successivi compaiono i nomi di Anòrcola e Annòrcola che si svilupperà nella denominazione di ” Annurca”, nel 1876, quando il nome compare ufficialmente nel Manuale di Arboricoltura di G. A. Pasquale.

L’ area di produzione

Nel secolo scorso la coltivazione della Melannurca si è diffusa dapprima nelle aree aversana, maddalonese e beneventana, e poi nel nocerino, nell’irno, i picentini e infine in tutta l’area dell’alto casertano.

Infatti proprio in questa area, la “Regina delle mele” è più intensamente coltivata poiché da alcuni decenni a causa della conurbazione delle zone costiere, le superfici agricole dell’ area napoletana hanno subito delle forti regressioni.

In totale, la zona di produzione della “Melannurca Campana” IGP comprende ben 137 comuni appartenenti a tutte le province campane. Concentrata maggiormente: nel napoletano la Giuglianese-Flegrea, nel casertano la Maddalonese, l’Aversana e l’Alto Casertano, nel beneventano la Valle Caudina-Telesina e il Taburno, nel salernitano l’Irno e i Picentini.

Usi e ricette

I maggiori benefici e proprietà della Melannurca sono assorbiti specialmente se consumata al naturale completa di buccia.

Le ricette sono numerose dal dolce al salato. Oltre che per la realizzazione di confetture, succhi vegetali e una dieta ideale per la perdita di peso.

Le mele annurche si prestano bene per la preparazione dello strudel. Occorre preparare la pasta sfoglia rettangolare e, a parte, realizzare il ripieno. Si sbuccia mezzo chilo di mele e si tagliano a pezzi piccoli, cospargendoli con della scorza di limone grattugiata e della cannella.

Unire l’uvetta precedentemente bagnata nel rhum, una manciata di pinoli e 50 grammi di zucchero.

Stendere la pasta sfoglia, si spennella con del burro fuso insieme a poco pangrattato e al centro si versa l’impasto a base di mele, richiudendo in modo da formare un rotolo chiuso e spennellando con del burro. Lo strudel deve cuocere in forno a 200 gradi per circa 40 minuti, praticando piccoli tagli sulla pasta sfoglia in modo da far uscire il vapore.

Fonte della ricetta: www.greenstyle.it

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