Il teschio con le orecchie di Santa Luciella: una leggenda che si tramanda da secoli

Nel cuore del centro storico di Napoli, una chiesa medioevale custodisce questo particolare teschio con le orecchie

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Il mito del teschio con le orecchie può essere fatto risalire al culto dell’anima pezzentelle. La leggenda nasce e ha luogo nella chiesa di Santa Luciella, dove il teschio è considerato un oggetto di culto popolare e un mediatore per l’aldilà. L’identità della persona a cui appartiene il teschio con le orecchie è tutt’ora ignota, accrescendo così l’alone di mistero che aleggia sullo stesso. Attualmente gli unici dati definitivi sono quelli relativi alla sua origine: secondo gli studiosi, i teschi custoditi nei sotterranei della chiesa di Santa Luciella ai Librai a Napoli risalgono al XVII secolo.

Il teschio con le orecchie

La leggenda del teschio è unita al culto delle anime pezzentelle, cioè quelle anime ignote, anonime, abbandonate, senza un funerale adeguato, le cui ossa vengono dimenticate nelle fosse comuni. Adottando un teschio, i credenti possono lenire il dolore dell’anima di pezzentella e ricevere in cambio la grazia. Ma perché e chiamato in questo modo? Non è certo che si tratti di cartilagine o di vere parti di osso dell’orecchio che hanno subito la mummificazione, ma sta di fatto che secondo le credenze popolari, dal XVII secolo, questo esemplare davvero unico è considerato oggetto di dedizione e rispetto. Un potente intermediario capace di fare ascoltare le proprie preghiere nell’aldilà, in quanto avendo le orecchie, può ascoltare le preghiere dei devoti e “velocizzare” le grazie.

Fonte foto: napoli-turistica.com

La sua identità

L’identità della persona a cui appartiene il teschio con le orecchie è tutt’ora ignota, accrescendo così l’alone di mistero che aleggia sullo stesso. I dettagli esatti delle sue caratteristiche biologiche non sono chiari. Un gruppo di studiosi lo sta esaminando per risalire al suo aspetto. Una cosa è certa, dal XVII secolo è lì, forse vittima di quella peste che sterminò metà della popolazione nella sola Napoli, provocando 240.000 morti.

La chiesa di Santa Luciella

Il cuore del centro storico di Napoli è uno scrigno fatto di chiese, cappelle e cattedrali che fanno capolino dai vicoli bui e si elevano al cielo per assorbire un po’ di luce. Splendidi capolavori dell’arte italiana e del barocco napoletano, spesso abbandonati ma che ancora raccontano un passato glorioso. Santa Luciella è una minuscola chiesa che si trova  nel vicolo che collega San Biagio dei Librai e San Gregorio Armeno, chiamato nell’antica Roma “vicus Cornelianus” (l’odierno vico Santa Luciella). Il teschio si trova nei suoi sotterranei.  E’ qui infatti che avveniva la scolatura dei corpi e la sepoltura delle ossa. I teschi invece venivano sistemati lungo i bordi del sotterraneo.

Le sue origini

La chiesa fu fondata da Bartolomeo di Capua poco prima del 1327. Nel corso degli anni passa sotto la custodia della corporazione dei pipernieri, artisti che scolpivano appunto il piperno, una roccia magmatica presente nelle zone dove c’è stata attività vulcanica. Queste persone lavoravano con scalpelli e martelli. Preoccupandosi che i frammenti schizzati dalla pietra si piantassero nei loro occhi, iniziarono ad adorare Santa Lucia, la protettrice della vista, dedicandole così questo luogo. Nel XVIII secolo subì importanti modifiche nell’estetica. Divenendo cioè una chiesa in stile barocco, stile che mantiene tutt’ora.

L’associazione Respiriamo Arte

L’associazione nasce  per ripristinare il patrimonio storico e artistico della città di Napoli. Spesso si tratta di lasciti abbandonati. La cappella di Santa Luciella è un fulgido esempio di quei “luoghi dimenticati” ed è oggi, grazie al loro lavoro,  un complesso recuperato. Infatti il 5 aprile 2019, grazie alla tenacia e al duro lavoro dell’Associazione, Santa Luciella, abbandonata da più di 30 anni, vittima dell’usura del tempo, ha riaperto.  Oltre al teschio con le orecchie, si può tornare ad ammirare la navata con un bel pavimento in maiolica. Sopravvissuti entrambi ad anni di negligenza e abbandono.

Indirizzo: Vico Santa Luciella, 5, 80138 Napoli
Orari: Venerdì, Sabato, Domenica e Festivi dalle ore 10:30 alle 18:00, visite guidate ogni 45 minuti.
Costo: 4,00€, i proventi saranno devoluti per la raccolta fondi.
Prenotazione obbligatoria: Lunedì/Sabato dalle 10:00 alle 18:00 +39 331 420 90 45 – respiriamoarte@gmail.com

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