L’acquario di Napoli: oltre ad essere il più antico d’Europa è anche un vero gioiello dall’enorme valore storico e anche scientifico

Tra i tanti primati della città partenopea vi è anche quello dell'acquario più antico d'Italia e d'Europa

0 245

Tra i tanti primati della città partenopea vi è anche quello dell’acquario pubblico più antico d’Italia e d’Europa ancora funzionante. Varcare la soglia dello storico Acquario Pubblico di Napoli, vuol dire fare un viaggio a ritroso nel tempo. Pensato per mettere in mostra l’ecosistema e la biodiversità del Golfo di Napoli e del Mediterraneo e la sua possibile evoluzione in relazione ai cambiamenti. L’dea di creare l’acquario fu dello zoologo Anton Dohrn. Lo scopo principale era di fornire e diffondere la conoscenza del mondo sottomarino. Il suo obiettivo è stato raggiunto, è infatti considerato tra i migliori 20 Istituti di Ricerca scientifici al mondo.

Il primo acquario pubblico in Italia

L’aquarium, inaugurato nel 1874 fu costruito appena due anni dopo l’istituzione della stessa Stazione Zoologica(1872). Quest’ultima chiamata da  Benedetto Croce, il “Grand Hotel degli Scienziati”, doveva svolgere la triplice funzione di osservazione del mare, divulgazione e finanziamento della ricerca. Per questo entrarvi vuol dire fare un viaggio a ritroso nel tempo. Oltre ad essere il primo acquario mai realizzato in Italia è anche un importante centro di ricerca. Conta 180 metri cubi di acqua, 507 metri quadrati, 19 vasche, 200 specie animali e vegetali, 9 diversi habitat che rispecchiano gli ambienti che è possibile trovare nel Mediterraneo, dai primi metri di profondità fino agli abissi.

Foto: shutterstock

Un punto di riferimento

Studiosi, scienziati e ricercatori da tutto il mondo venivano a Napoli per studiare gli animali che vivevano nel loro habitat naturale. Bastano pochi metri per passare dalla postazione di studio (in cui si trovano tanti strumenti) alla parte pratica. L’acquario si trova al piano terra ed è direttamente collegato al mare da un passaggio sotterraneo. I lavori per la costruzione dell’intera opera furono affidati all’ingegnere che costruì gli acquari di Londra e Amburgo. Finestre e lucernai creano un gioco di luci  che rendono la visita ancora più coinvolgente. La conoscenza della ricchezza del mare e della sua biodiversità, deve indurci alla consapevolezza della sua importanza per la nostra stessa sopravvivenza. Per proteggerlo e gestirlo in modo ecosostenibile occorre conoscerlo.

Foto shutterstock

I lavori di restauro

La struttura architettonica, anche dopo i lavori di ammodernamento, rimane invariata. Le antiche vasche espositive, dedicate alle peculiarità dell’ambiente del Golfo di Napoli e alla sua fauna marina, sono ora dotate dei più moderni ed avanzati impianti tecnologici. Allo stesso tempo la novità è rappresentata da una grande vasca centrale che ospita una barriera corallina tropicale. Una visione questa, di possibili mutamenti nel Mediterraneo causati dal cambiamento ambientale. Di particolare interesse è la presenza di una struttura che permette l’allevamento delle murene come facevano gli antichi romani. Altra novità è la vasca del polpo, una straordinaria creatura con un ciclo vitale di circa due anni e un’intelligenza simile a quella dei mammiferi.

Indirizzo

Durata della visita: 1 ora
Orari: Martedì – Domenica dalle 9:00 alle 14:00 (ultimo ingresso ore 13:00) e dalle 15:00 alle 18:00 (ultimo ingresso ore 17:00)

Lascia un Commento