La biblioteca nazionale di Napoli “Vittorio Emanuele III”

La più grande del sud Italia

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La Biblioteca Nazionale di Napoli “Vittorio Emanuele III” è una biblioteca pubblica nazionale che dipende dal Ministero dei Beni Culturali, Eventi e Turismo. E’ tra le maggiori biblioteche italiane. Si colloca infatti al terzo posto a livello nazionale, dietro la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e quella di Firenze, mentre è la più grande del sud Italia. Tra i punti di forza troviamo l’importantissima ed unica biblioteca rinvenuta nella Ercolano di epoca romana. La raccolta comprende lo scritto “Sulla natura” ad opera di Epicuro, che rappresenta la più antica tra quelle contenute da biblioteche italiane e straniere.

La raccolta

La biblioteca Vittorio Emanuele III ha un’ampia e interessante raccolta di manoscritti aragonesi decorati con la tecnica della miniatura. Magnifiche collezioni che appartenevano ai Farnese e ai Brancaccio(famiglia nobile napoletana). Volumi dei vari ordini religiosi cancellati e varie raccolte sia pubbliche che private. Oltre i volumi ci sono anche un’ampia(anche se poco nota) e variegata raccolta di ritratti e le testimonianze autobiografiche di autori come Tasso, Vico, Leopardi utilissime per effettuare degli studi su questi autori. Tra i punti di forza troviamo l’importantissima ed unica biblioteca rinvenuta nella Ercolano di epoca romana. La raccolta comprende lo scritto “Sulla natura” ad opera di Epicuro, che rappresenta la più antica tra quelle contenute da biblioteche italiane e straniere.

L’organizzazione

Vista l’importanza e lo spessore del patrimonio librario, la Biblioteca Nazionale di Napoli è articolata in sezioni specializzate in base al tipo di bibliografica e di storia dei documenti. Informazioni su orari di apertura e modalità di accesso sono reperibili sul sito: http://www.bnnonline.it . Dal 1990 la Biblioteca Nazionale di Napoli cataloga elettronicamente i documenti, accessibili online all’indirizzo http://opac.bnnonline.it/. Numerose sono inoltre le attività espositive, conferenze, seminari, tavole rotonde. Il tutto in una collaborazione continua con altre istituzioni culturali, istituzioni politiche, con le scuole di ogni ordine e grado della regione. Un’ampia parte di queste iniziative avviene nella bellissima Sala Rari, dove si trova un soffitto adornato con stucchi dorati.

Cenni storici

La fondazione della Biblioteca Nazionale avviene negli ultimi decenni del Settecento. In quegli anni, per regio decreto, le raccolte custodite nella Reggia di Capodimonte passarono alla nascente biblioteca nazionale. Tra di esse c’era una delle famose librerie Farnese che Carlo di Borbone, figlio ed erede di Elisabetta Farnese, fece arrivare nella nostra città nel 1734. L’idea di costruire una biblioteca divenne concreto agli inizi  del 1784. I volumi provenienti da diverse istituzioni, nonché da privati, furono così tanti che ci vollero molti anni per catalogare il tutto. L’ apertura ufficiale al pubblico avvenne il 13 gennaio 1804, durante il regno di Ferdinando IV di Borbone. Per questo fu ribattezzata Biblioteca Reale di Napoli.

Gli ultimi anni

La fondazione ha beneficiato, negli ultimi anni, di collezioni private di notevole spessore (basti citare la Collezione Doria o la Collezione Pontieri). E ‘ riuscita inoltre, ad ottenere  una serie di documenti che hanno arricchito e messo in risalto diversi aspetti della cultura meridionale. La biblioteca fu gravemente danneggiata dal terremoto del 23 novembre 1980. La parte maggiormente colpita fu l’intera ala fronte mare. Si eseguirono lavori urgenti e tutta la raccolta custodita in questa parte gravemente danneggiata fu trasferita in altri settori dell’edificio. Nel 1990 la biblioteca aderisce al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN). Un progetto all’avanguardia volto alla creazione di una rete di automazione bibliotecaria. In questo modo si è facilitato lo scambio di tutta una serie di informazioni e documenti tra le diverse biblioteche. Il centro elaborazione si trova proprio all’interno della nostra biblioteca. Ad esso sono rapportate molte biblioteche dell’Italia meridionale.

Giacomo Leopardi

Il grande poeta nato a Recanati trascorse gli ultimi anni della sua vita proprio a Napoli. Dopo la sua morte avvenuta nel 1837, le sue lettere e i suoi manoscritti rimasero a disposizione dell’amico napoletano Antonio Ranieri. Questi li conservò con cura, in pratica rimasero integri anche dopo 50 anni dalla morte del poeta. Fu Ranieri, tramite testamento, a provvedere al loro lascito alla Biblioteca Nazionale di Napoli. La fondazione ne avrà possesso però solo dopo molti anni, a causa di un contenzioso giudiziario. Tutto il materiale fu mostrato al pubblico in mostre celebrative del 150° anniversario della sua morte (1987) e del 200° anniversario della sua nascita (1998).

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