Il ponte Borbonico Real Ferdinando: il primo ponte sospeso

Il primo ponte sospeso in Italia costruito con catenarie in ferro

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E’ in Campania il primo ponte sospeso costruito con catenarie in ferro sia in Italia che in Europa. Si trova sul fiume Garigliano, che segna il confine tra Lazio e Campania. Realizzato tra il 1828 e il 1832 su progetto dell’ing. Luigi Giura. Il ponte, voluto proprio per attraversare il corso d’acqua, era un’opera all’avanguardia di quel periodo. In pratica sostituì quelle barche che collegavano le due sponde grazie ad una fune posta sulle due estremità. Univa l’avamposto nord del Regno delle Due Sicilie (Gaeta) con il resto del territorio dei Borbone. Oggi invece congiunge la provincia di Latina con quella di Caserta.

Le sue dimensioni

Ora diamo un po’ di numeri. Lungo 80 metri e sostenuto da catene di quasi 130 metri attaccate a 4 piloni alti ben 7 metri. La sua costruzione comportò l’abbattimento di una vecchia torre che simboleggiava una vittoria sui saraceni ad inizio del X secolo. Segnava il confine tra il Regno delle due Sicilie e lo stato Pontificio. Rappresenta uno dei tanti primati dei Borbone nonché simbolo della loro grandiosa potenza industriale. Infatti, fu realizzato dall’ing. Giura adoperando il ferro uscito dalle fucine del Regno stesso. Per il suo collaudo si organizzò il passaggio di due squadroni di lanceri a cavallo e il trascinamento di artiglieria pesante.

La sua struttura

Da un punto di vista ingegneristico, architettonico e artistico, è un notevole esempio delle idee futuristiche dei Borbone. Per quanto riguarda il lato artistico, si rimarca la “moda” del periodo, ovvero l’amore per tutto ciò che proveniva dai primi scavi in Egitto. Ne sono un esempio le colonne che richiamano appunto questa civiltà e le 4 sfingi femminili che si riferiscono a Mut (la dea sposa) e Amon (associata all’origine del mondo). La tecnica della catenaria, all’avanguardia e funzionale, evitò la costruzione di pilastri sul fiume. Le idee avveniristiche di Francesco I non furono ben viste da tutti, soprattutto dagli ingegneri di corte. Lui andò dritto per la sua strada, fidandosi completamente dell’ingegnere incaricato della costruzione. Il re sembra che disse  “Lassate fa ‘o guaglione”.

Le sue vicissitudini

Un esempio di snellezza, semplicità ed eleganza. Il ponte è stato, nel corso del tempo, testimone e vittima di vari avvenimenti. Il primo è l’attacco del piemontesi all’esercito borbonico per unificare l’Italia (Battaglia del Garigliano del 1860). Durante la seconda guerra mondiale fu vittima di duri combattimenti. Il 14 ottobre 1943 le truppe tedesche in ritirata a Roma dopo l’armistizio fecero saltare la campata, ovvero la parte del ponte compresa tra due piloni. Tuttavia, la torre e la sua base non patirono danni irreversibili. Ai giorni nostri, dopo un restauro, il ponte è visitabile contemporaneamente all’area archeologica di Minturnae, che dista poco lontano.

Orari di visita:

Museo: tutti i giorni dalle ore 8:30 alle ore 19:30 (ultimo ingresso ore 19:00).

Area Archeologica: tutti i giorni ore 8:30 -16:00 (invernale), 8:30-19:00 (estivo).

Chiusura: 1 gennaio, 25 dicembre salvo aperture straordinarie su progetto MiBACT. Criteri per l’apertura al pubblico, la vigilanza e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali.

Biglietto: intero € 5,00, agevolato € 2,00 (dai 18 ai 25 anni), fatte salve le agevolazioni previste dal regolamento di ingresso ai luoghi della cultura italiani, consultabili nel sito web del MiC.

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