La Torre più famosa di Avellino

Simbolo di Avellino è la Torre dell'orologio situata in Piazza Amendola. Alta 36 metri è bella e imponente, tanto da sovrastare le palazzine circostanti.

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Avellino, comune posto nella parte più pianeggiante della conca avellinese, nacque dopo che l’antica Avellino romana, nominata Abellinum situata e insediata nel territorio di Atripalda, fu abbandonata.

Il suo nome proviene dal latino Abellinum e l’origine della parola è la stessa che ritroviamo per Avella, ossia da Abel (mela).

Il primo nucleo di insediamenti umani, Abellinum, si stanziò sulla collina della Civita. Lo sappiamo, grazie al ritrovamento di numerose testimonianze che sanciscono la presenza di un centro di origine etrusco-campana, risalente al IV secolo.

Tuttavia, solo grazie alle truppe di Silla si poté iniziare a definire tale nucleo una città.

In piazza Amendola ad Avellino sorge il simbolo della provincia campana: la Torre dell’orologio, eretta intorno alla seconda metà del 1700.

Alcuni credono che la torre sia stata edificata su un’antica rocca della cinta muraria, forse appartenenti al sistema difensivo dei Longobardi insediati ad Avellino. Altri credono che sia stata costruita sui resti di un campanile, appartenente ad un complesso monastico di San Benedetto che comprendeva finanche una chiesa, un chiostro ed un monastero. Tutto questo, con ogni probabilità fu quindi acquisito, nel momento in cui l’Abbazia venne abolita, dal Capitolo della Cattedrale. Queste notizie risalgono al 1452. Della suddetta chiesa si hanno notizie fino al 1600, mentre per quanto concerne le restanti strutture, esse furono vendute a privati.

Studiosi sostengono che il campanile sia stata ceduto alla contessa Maria de Cadorna affinchè fosse ristrutturato al fine di garantire un’opera di utilità pubblica a favore dei cittadini.

Divenne, infatti, quella che oggi è la Torre dell’Orologio, costruita per chiamare a raccolta i cittadini.

Grazie a recenti ipotesi si è potuto apprendere che la sua più recente ricostruzione, probabilmente ad opera di Cosimo Fanzago, risale al tempo di Francesco Marino Caracciolo di cui era consigliere, il quale chiese una struttura che potesse figurare l’idea di una nuova città, splendente e innovativa sotto il nome dei Caracciolo.

Questa teoria, è sostenuta non da molte tesi o prove, ma da una delibera risalente all’Ottocento, dalla quale si apprende che la torre è “realizzato su disegno del celebre Cavaliere Cosmo”.

Il vecchio orologio fece poi spazio ad un orologio diverso e sicuramente più attuale per il tempo, applicato sulla torre nel 1728.

Tuttavia, da ulteriori osservazioni si è compreso che Giovan Battista Nauclerio, architetto napoletano celebre tra la fine del seicento e l’inizio del settecento, mise anch’egli mano al lavoro.

La Torre conta 36 metri di altezza ed ha un basamento a bugne riquadre.

Sicuramente, il monumento fu tavola di numerosi rifacimenti e restauri. Possiamo affermare che è solo nel 1830 che esso assunse l’aspetto odierno.

Lo stile che essa rappresenta è quello barocco. Originariamente, era composta da due piani e quello superiore era aperto. Solo dopo anni venne aggiunto il terzo piano, che comprendeva un orologio a campane che suonava in caso di necessità o pericolo.

La bellezza e la stazza di questo monumento sono decisamente imponenti, tanto da sovrastare le palazzine circostanti. Tra l’altro, proprio per queste ragioni, è possibile con molta facilità scorgerlo da lontano, mentre ci si appresta ad arrivare nei pressi della piazza.

Nonostante gli interventi di inizio 900 che servirono a consolidare e a fortificare l’intera struttura, nel 1980, a causa del forte terremoto che scosse il paese, questa torre crollò, rendendo indispensabile la ricostruzione del sito, ancora una volta. Dal popolo fu etichettato come il “gigante squarciato”, nomea che riportava alla mente la tragicità di quegli attimi di terrore vissuti dagli avellinesi.

Oggi la torre si presenta come una struttura nuova, ma non moderna, ricostruita sui pochi elementi originali rimasti intatti. È simbolo di grandi e piccini, luogo di incontro e di riferimento di una comunità intera.

Foto: Wikipedia

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