Tocco Caudio, la “metropoli” dei Sanniti. Un borgo fantasma tra storia e rinascita

Dalle rovine del terremoto alla riscoperta di un antico borgo sannita

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Il Sannio vanta una storia millenaria. Alle bellezze naturali della zona si uniscono borghi che sono dei veri e propri gioielli incastonati nel territorio, uno di questi è Tocco Caudio. I vari popoli che si sono avvicendati nella regione hanno contribuito a creare un patrimonio storico e artistico unico, visibile nelle antiche chiese, nei palazzi storici e nelle tradizioni locali. Il cuore pulsante di Tocco Caudio è indubbiamente il suo antico centro storico e il meraviglioso Parco del Taburno. Qui, tra le maestose montagne, la natura incontaminata si fonde armoniosamente con il caratteristico tufo delle case, che ha assorbito la lunga e affascinante storia di questa terra e del suo popolo.

Una gemma incastonata in una corona naturale

Tocco Caudio, un piccolo comune della provincia di Benevento in Campania, custodisce un fascino singolare e un po’ malinconico. Arroccato su un’altura alle pendici del Monte Taburno, il borgo antico, conosciuto come “Tocco Vecchio”, è stato abbandonato dopo i terremoti del 1980 e 1981. Le sue case di pietra, un tempo brulicanti di vita, ora si ergono silenziose e suggestive, come sentinelle di un passato perduto. Passeggiare tra le rovine di Tocco Vecchio è un’esperienza suggestiva e toccante. Le mura scrostate, le chiese sconsacrate e i vicoli silenziosi raccontano storie di vita vissuta, di battaglie e di conquiste. Tra i ruderi, si possono ancora scorgere tracce del suo antico splendore.

Una storia turbolenta

Le sue origini risalgono all’antichità, quando era addirittura considerato la “metropoli” dei Sanniti, come attestano gli scritti di Plutarco. Qui, secondo storici come Strabone, Solino e Giovio, si tenevano consigli di guerra e si pianificavano le strategie militari dell’epoca. Teatro di eventi storici di rilievo, come la celebre Battaglia delle Forche Caudine del 321 a.C., in cui i Sanniti sconfissero l’esercito romano.

Tuttavia, la storia di Tocco Caudio non è stata priva di turbolenze. Nel corso dei secoli, il borgo ha subito devastanti terremoti che hanno cancellato gran parte delle antiche testimonianze architettoniche. Uno di questi, nel 1456, ha ridotto il paese in rovina, facendolo perdere importanza e autorità, fino a diventare un modesto casale noto come Tocco di Vitulano. Nel 1864, con l’avvento del regno d’Italia, il borgo ha aggiunto l’appellativo “Caudio” al suo nome, per distinguerlo da altre località omonime. E dopo il terremoto del 1980, che ha causato gravi danni al borgo, Tocco Caudio è stato completamente ricostruito nella località di Friuni, segnando una nuova era di rinascita e speranza per questa comunità.

Un borgo fantasma da esplorare

Passeggiare tra le rovine di Tocco Vecchio è un’esperienza suggestiva e toccante. Le mura scrostate, le chiese sconsacrate e i vicoli silenziosi raccontano storie di vita vissuta, di battaglie e di conquiste. Tra i ruderi, si possono ancora scorgere tracce del suo antico splendore. Nonostante le avversità, il paese ha continuato a rappresentare un importante punto di riferimento per la regione, subendo l’influenza di diverse famiglie nobiliari nel corso dei secoli. Dopo il terremoto del 1980, il borgo è stato ricostruito nella località di Friuni, segnando una nuova era di rinascita e speranza per la comunità locale. L’etimologia del nome “Tocco Caudio” rispecchia le radici profonde del borgo. Mentre la prima parte potrebbe derivare dalla parola osco-sannita “Tuticus”, che significa città, la specifica potrebbe fare riferimento alla città di Caudium, situata nelle vicinanze, secondo alcuni studiosi.

Come arrivarci

Ai margini orientali del Parco Taburno-Camposauro, il centro abitato è raggiungibile attraverso la Statale 372 o la Via Appia (uscendo, rispettivamente, ai caselli di Caianello o di Caserta Sud).
Nel primo caso si prosegue imboccando da nord-est e nel secondo caso da sud-est la Provinciale lungo la quale si trova il bivio per Tocco Caudio, che è collegata a Napoli e Benevento da corriere e bus pubblici e privati.
In treno occorre scendere alla stazione ferroviaria di Montesarchio-S. Martino Valle Caudina, sulla linea Napoli-Benevento.

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