Teggiano, la “città museo” di Salerno

Teggiano è un comune della provincia di Salerno, conosciuta anche con il nome di "città museo". Scopriamone il motivo.

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Una città della provincia della Campania è stata soprannominata “la città museo“. Si tratta di Teggiano, comune della provincia di Salerno.

Teggiano è il centro storico più importante del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. E l’intera città e il Vallo rientrano nel territorio considerato patrimonio dell’umanità UNESCO e sono riconosciuti dal Ficlu come Club UNESCO.

Il paese di Teggiano è affacciato su di un colle rivolto sulla Valle del Tanagro.

La denominazione “città museo” fa riferimento al suo essere un concentrato di culture diverse. Si hanno documentazioni di questo posto come di un luogo abitato dal IV secolo a.C dai greci. Successivamente, diventò una delle 12 città della Federazione Lucana per poi passare alla dominazione romana. E in epoca romana, Teggiano o “Tegianum”, si presentava come un “municipium” ed era ubicata in una posizione favorevole e strategica per i collegamenti tra la Sicilia e Apulia.

Il suo nome si trasformò poi  in “Dianum” nel Medioevo, così come per tutta la valle. E divenne feudo di diverse famiglie, come i Sanseverino, i Conti di Marsico, i principi di Salerno. Furono i Sansevero ad ordire la famosa “Congiura dei baroni” contro il re di Napoli Ferdinando d’Aragona.

Nel 1862, per evitare omonimie, il governo italiano decise di dare a questo borgo un nome preciso, che è appunto quello attuale.

Cosa vedere a Teggiano

Teggiano è rimasta una vera e propria roccaforte medievale, come se non fosse stata intaccata dallo scorrere del tempo. Con i suoi campanili, palazzi, chiese, conventi, muri, portali, pietre, chiostri, è un posto in cui poter respirare appieno la storia. Ecco perché “città museo”.

Nel centro storico, la prima cosa che colpisce è sicuramente il “Castello Macchiaroli” , costruito in età normanna dalla famiglia Sansevero. Conosciuto per la rinomata “Congiura dei baroni” del 1485, ha una forma poligonale ed è caratterizzato da ben 365 ambienti. Oggi è un edificio utilizzato per eventi, manifestazioni, ricevimenti, convegni, iniziative culturali. Ma la sua grandezza e maestosità, le sue affascinanti torri, le sue segrete, oltre al suo imperdibile panorama, lo rendono sempre magico.

Castello Macchiaroli di Teggiano

Molte sono poi le Chiese.

Una di queste è la “Cattedrale di Santa Maria Maggiore“, costruita verso la fine del 1200 e cattedrale della diocesi di Teggiano-Policastro.

Carlo d’Angiò ne ordinò la costruzione, ma subì vari modifiche nel corso del tempo, soprattutto dopo il terremoto del 1857, in cui perse il suo stile gotico. Ha un’impostazione a stipiti formati da un gruppo di colonnine corinzie e da un architrave piano.

Al suo interno sono presenti diverse tombe, come quella di Enrico Sanseverino. Ma l’opera più importante è l’ambone di Melchiorre da Montalbano, conservato nella cattedrale e datato 1271. Lo stile è tardo- romanico con richiami di tipo orientale ed è sostenuto da quattro colonne con capitello. Presenta in bassorilievo i simboli degli Evangelisti e le figure di Adamo ed Eva. In una quinta colonna tortile la base è quella di una schiena di leone, che simboleggia la Chiesa cattolica che poggia su Cristo, sormontata da un gruppo scultorio allegorico ritraente la lotta quotidiana al peccato, impersonificato da una lepre, tra il corpo, rappresentato dall’uomo, e lo spirito, identificato dall’aquila.

Chiesa di Santa Maria Maggiore a Treggiano

Svariati sono anche i musei.

Il “Museo Diocesano San Pietro“, per esempio, è un’istituzione culturale molto importante dal punto di vista storico-artistico. Il museo in questione è il primo tra i tre della Diocesi di Teggiano-Policastro. Il suo patrimonio può essere suddiviso in due sezioni: le “opere fisse” e quelle “oggetto”. Nella prima sono comprese le opere relative alla storia dell’antica parrocchiale di San Pietro e le testimonianze di reimpiego . Nella seconda rientrano gli oggetti delle varie musealizzazioni nel corso degli anni. I visitatori hanno la possibilità di osservare la collezione cittadina e di svolgere un tour completo per la città-museo.

Museo di Teggiano

Curiosità

Dal 1994, a Teggiano, ogni mese di agosto, si svolge l’evento “Alla tavola della principessa Costanza” che si protrae per tre giorni.

Ambientato al castello Macchiaroli, il programma prevede un corteo, il consiglio comunale e l’assalto al castello. 

Si inizia dunque con la commemorazione storica della visita di Costanza da Montefeltro, figlia del duca di Urbino, Federico, avvenuta durante l’agosto del 1481. La donna infatti, aveva sposato Antonello Sanseverino, principe di Salerno e signore di Diano, l’anno precedente. Questa notizia suscitò gran clamore e tutti i comuni del Diano vollero preparare dei festeggiamenti.

Il corteo pertanto, tenta di rifarsi proprio a quei festeggiamenti. Guidato dai figuranti di Costanza e Antonello, è seguito da sbandieratori, giocolieri, tamburini e personaggi storici.

Si giunge poi all’antico Sedile, cioè all’incrocio tra il Cardo e il Decumano. Qui si rievoca un altro evento storico, ossia il consiglio storico del 1480, quello che consentì l’inizio del matrimonio tra Antonello e Costanza. Presieduto da principi, si tiene la riunione delle autorità delle “Universitas” attorno ad un tavolo di pietra.

Si prosegue con la “Giostra dei Ceri” e il “Palio dei Casali”, che è un concorso fra i Casali che rientravano nello Stato di Diano nel 1480.

Infine, intorno alla mezzanotte, si rievoca l’assedio al castello del 1497 che qui viene “assalito” dai figuranti e circa 150 artibugieri e tamburieri con armi d’epoca e spettacoli pirotecnici.

 

Fonti foto: insolitaitalia.databenc.it, legacytree.com, viaggiart.com, tripadvisor.it

 

 

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