Grande Campania

Quando la storia si fonde con l’orrore: il Museo delle Torture a Napoli

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Dopo le più grandi capitali europee, anche a Napoli, da più di un anno ormai, è approdato il Museo delle Torture.

Particolarissimo nel suo genere e unico nel Sud Italia, è situato in pieno centro storico, nell’antico vico Luciella ai Librai, unione tra la centrale Via San Biagio dei Librai Via San Gregorio Armeno, ed è un museo privato, articolato su due livelli, che raccoglie oltre 60 pezzi e oggetti rari e sconosciuti legati alle torture: strumenti risalenti ai secoli XVI, XVII e XVIII, tra cui gogne, maschere di castità, gabbia della morte, cavalletti schiaccia testicoli e sedie inquisitorie, ma anche ricostruzioni del tardo Ottocento e degli inizi del Novecento.

Nel biglietto di ingresso è inclusa anche una particolare visita alle cupe e tenebrose segrete, il tutto accompagnato da musica suggestiva ed esoterica.

L’intento è di dimostrare “quanto la fantasia umana non abbia avuto limiti nella ricerca di mezzi atti ad infliggere le più abominevoli torture, dimenticando ogni forma di umano rispetto“.

Musei del genere, in Italia, si trovano solo a Pescasseroli, Volterra, San Marino e San Gimignano; un piccolo contributo di una ventina di pezzi è presente anche al Castello Aragonese di Ischia, gestito proprio da uno dei due proprietari del museo partenopeo.

Lo scopo principale perseguito dall’associazione che si occupa dell’organizzazione, la “Napoli Storia e cultura“, è, a parte raccontare uno dei periodi più bui della storia, anche illustrare come la città di Napoli, che per ben due volte si oppose all’insediamento del Tribunale dell’Inquisizione, si sia imposta per la sua libertà e i suoi valori.

Info

  • Giorni di apertura: dal lunedì alla domenica;
  • Orari: dalle 10:00 alle 19:00 (ultimo ingresso ore 18:30);
  • Dove: Vico Santa Luciella 18/B, Napoli;
  • Biglietti: intero 7,00 € – over 65 5,00 € – studenti 4,00 € – bambini sotto i 10 anni gratis;
  • Web: www.museodelletorture.it

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