Putridarium delle Clarisse: Alla scoperta del macabro segreto nel cuore del Castello Aragonese

Un viaggio nella storia e nel mistero di un luogo unico nel suo genere

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Il Castello Aragonese, maestoso baluardo eretto su un isolotto di roccia vulcanica collegato a Ischia, è famoso per la sua architettura imponente e la sua posizione panoramica che affascina i visitatori dell’isola verde da secoli. Tuttavia, dietro le mura di questa fortezza medievale si cela un segreto oscuro e intrigante: il Putridarium delle Clarisse. Il termine “putridarium” deriva dal latino “putredo” e si riferisce a un ambiente caratterizzato dal decadimento e dalla decomposizione. Questa insolita denominazione non può che suscitare curiosità e meraviglia, eppure è solo l’inizio di un viaggio nella storia e nel mistero di un luogo unico nel suo genere.

Le Clarisse

Si tratta di un ordine religioso femminile fondato nel XIII secolo da Santa Chiara d’Assisi, furono strettamente legate al Castello Aragonese per diversi secoli. All’interno delle mura del castello, queste donne devote vivevano una vita votata all’adorazione e alla preghiera, separate dal mondo esterno. Tuttavia, al di là delle loro attività religiose, le monache erano anche responsabili di un compito insolito e macabro: la cura dei morti. Il Putridarium delle Clarisse era un luogo deputato alla decomposizione dei corpi. Qui, i corpi dei membri del clero e dei nobili venivano posti in apposite tombe di pietra e lasciati in un ambiente umido e caldo. L’obiettivo era quello di accelerare il processo di decomposizione in modo che i corpi potessero essere successivamente trasferiti alle cripte del convento.

L’importanza di questa pratica

Seppur macabra, era legata alla concezione medievale della morte come un passaggio verso l’eternità. Si credeva che accelerare il processo di decomposizione avrebbe permesso ai corpi di raggiungere più rapidamente uno stato di scheletro, che veniva considerato un segno di santità e di separazione definitiva dal mondo terreno. Ancora oggi i visitatori del Castello Aragonese possono ammirare i resti di questo straordinario luogo. Le pareti umide e infiltrate di muschio, le cripte vuote e i resti delle tombe di pietra sono testimonianze silenziose di un’antica pratica che si è protratta per secoli. Le monache credevano che i corpi dei morti dovessero essere preparati per la resurrezione, e per questo li lasciavano decomporre in questa stanza per un periodo di tempo che variava da un mese a un anno.

Le antiche credenze

Il Putridarium delle Clarisse offre anche una finestra sulla mentalità e le credenze di un’epoca passata. Rappresenta un modo di comprendere come la morte veniva affrontata nel Medioevo, mescolando pietà religiosa e fascino per il macabro. Visitarlo è un’esperienza affascinante e inquietante allo stesso tempo. È un modo per immergersi nella storia e nell’atmosfera di un luogo che continua a suscitare curiosità e interrogativi. Mentre si attraversano gli angusti passaggi e si esplorano le cripte buie, ci si trova di fronte a un aspetto oscuro della condizione umana e si riflette sulla fragilità e sulla transitorietà della vita.

Una visita unica

Il Castello Aragonese rimane un’attrazione turistica di grande rilevanza, ma il Putridarium delle Clarisse rappresenta una tappa insolita che permette di scoprire un lato poco conosciuto e affascinante di questa imponente fortezza. Che siate appassionati di storia, cultori del mistero o semplicemente curiosi viaggiatori, l’esplorazione di questo antico luogo sarà senza dubbio un’esperienza indimenticabile. È uno dei pochi ad essere ancora visitabili in Italia e chiunque può visitarlo. L’esplorazione di questo antico luogo sarà senza dubbio un’esperienza indimenticabile. Si tratta di un luogo molto particolare, sia per la sua storia che per la sua atmosfera. Le pareti della stanza sono spoglie, e il pavimento è ricoperto di terra. Al centro della stanza c’è un pozzo, che veniva utilizzato per raccogliere i liquidi che fuoriuscivano dai corpi in decomposizione.

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