Porto di Napoli, ecco il nuovo bacino per grandi navi

Un nuovo grande bacino di carenaggio in grado di ospitare navi fino a 230 metri è arrivato nel Porto di Napoli.

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È arrivato nella giornata di ieri domenica 7 Aprile 2024, nel porto di Napoli, direttamente dallo scalo di Hamad in Qatar, un nuovo grande bacino di carenaggio galleggiante in grado di accogliere navi fino a 230 metri di lunghezza e dotato di una capacità di sollevamento di circa 27.000 tonnellate. L’ importante infrastruttura portuale, ha richiesto un investimento privato pari a circa 40 milioni di euro e ciò aumenterà in maniera significativa la competitività dello scalo partenopeo, in particolare nel settore delle grandi riparazioni, riuscendo a fronteggiare così l’aumentata concorrenza da parte di altri poli nazionali e internazionali.

Porto di Napoli: arrivato il nuovo bacino di carenaggio

Nella giornata di ieri è arrivato al porto di Napoli, un nuovo grande bacino di carenaggio. Il piano d’ impresa prevede un’occupazione annuale del bacino di circa 300 giorni, grazie alla presenza di 20-25 navi ogni anno, con una permanenza media di 15 giorni per nave.

Il nuovo bacino permetterà a Napoli di competere ad armi pari con poli cantieristici dislocati in tutto il Mediterraneo, offrendo inoltre ai soci la possibilità di sviluppare al meglio il loro core business con l’utilizzo a pieno regime delle banchine. L’ investimento avrà inoltre un impatto occupazionale ed economico rilevante anche sull’intero territorio, considerando che su ogni nave in riparazione lavorano in media circa 100 persone al giorno, e che la gestione di una nave in cantiere coinvolge, direttamente e indirettamente, un elevato numero sia di servizi portuali sia di attività in città come ad esempio Hotel e ristoranti. 

L’ avvocato Andrea Annunziata, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale, ha così commentato:L’ autorità ha fatto e sta facendo ogni sforzo possibile per far sì che questa infrastruttura, molto importante per il porto di Napoli, possa garantire ancora di più lo sviluppo del settore della cantieristica navale, ma possa soprattutto dare maggiore impulso all’occupazione”.

Questa iniziativa getta dunque le basi per una nuova importante fase di sviluppo dello scalo partenopeo. 

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