Parco del Matese: un luogo ricco di cose da vedere, fare e mangiare

A circa un'ora da Napoli si possono visitare borghi medievali, castelli, fiumi e cascate

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Il parco del Matese, che si trova a circa un’ora da Napoli, permette di visitare borghi medievali, castelli, fiumi e cascate, Il massiccio si espande per circa 60 km e abbraccia due regioni (Campania e Molise) e quattro province (Campobasso, Isernia, Caserta e Benevento). Lo possiamo vedere come un collegamento tra due regioni diverse tra loro, una congiunzione tra culture e conformazione geologica differenti. Le rocce di alcune montagne sono calcaree ed altre invece di argilla. Grazie al lavoro incessante della natura che si protrae da milioni di anni, si sono formate gole, grotte, canyon ecc.

Opere d’arte naturali

Il massiccio del Matese è un vero e proprio collegamento tra due regioni diverse tra loro, una congiunzione tra culture e conformazione geologica differenti. Grazie al lavoro incessante della natura che si protrae da milioni di anni, si sono formate gole, grotte, canyon ecc. In pratica avviene una reazione chimica tra le sostanze che compongono le rocce e l’anidride carbonica in soluzione acquosa. Tale reazione, insieme alla potenza dei corsi d’acqua, porta all’erosione delle rocce stesse creando queste meravigliose opere d’arte della natura. Un esempio sono quelle nella zona del fiume Gallo o le Forre di Lavelle.

La natura che opera da millenni

Diversi studi hanno appurato che le montagne del Matese sono nate milioni di anni fa. Si sono registrati infatti resti di glaciazioni e si sono scoperti inoltre i resti di un dinosauro famoso in tutto il mondo. È stato chiamato Ciro.

Forre di Lavello

Seguendo il percorso del Titerno(un torrente del Sannio), tra Cerreto Sannita e Cusano Mutri, si possono ammirare le Forre di Lavello. Un posto magico nel Parco Regionale del Matese. Tale riserva è un paradiso per escursionisti e sportivi. Vi si trovano una serie di montagne per lo più calcaree situate tra il Molise e la Campania. La forza e l’erosione(di millenni) del fiume, unita alla composizione dei monti, hanno creato queste strette gole chiamate appunto Lavello. Un luogo sconosciuto(a molti) e magico nel Parco Regionale del Matese.

Prata Sannita

Questo piccolo e affascinante borgo si trova al confine col Molise, sul versante sud del Matese. Si divide in due parti, c’è Prata inferiore col borgo medievale e il castello e c’è Prata superiore, di più recente costruzione. Il Borgo Medioevale, sul quale si erge il Castello, fu fortificato in epoca Normanna con la prima cinta muraria. Sotto la famiglia Pandone  raggiunse il massimo splendore. Ristrutturarono il castello secondo la moda “angioina” e fecero erigere una seconda cinta muraria.

Fonte foto facebook

Il ponte romano

In questa bellissima zona della Campania non mancano le opere fatte dall’uomo. Oltre ai borghi ce ne sono altre. Ci riferiamo al ponte romano. Di antichissima costruzione ha la forma a schiena d’asino. Prende questo nome perché eretto(per attraversare il fiume Lete) sulla base di un ponte romano.

Cascata del fiume Lete

Il fiume scorre lungo l’omonima valle e arriva al borgo medievale di Prata Sannita e al ponte di cui sopra. Lungo il tragitto del fiume si è costantemente accompagnati dal suono dell’acqua che sbatte sulle rocce calcaree, modellandole da millenni, fino ad ottenere le caratteristiche forme che ammiriamo oggi. Non mancano una ricca fauna e un altrettanto ricca flora.

La tradizione culinaria

La zona del Matese è piena di tradizioni culinarie e la sua gastronomia con i suoi piatti genuini e semplici lo dimostra. La cucina sannita risente molto del territorio circostante. Ne sono un esempio i “tratturi” ovvero i sentieri tracciati dai pastori per fare attraversare le greggi nel periodo della transumanza. 

Tra i prodotti tipici troviamo:

  • formaggi, dal gusto unico grazie al latte generato dalla naturalezza dei pascoli.
  • il pecorino fresco o stagionato.
  • caciotte caprinemozzarella e i famosi caciocavalli indicati tra le eccellenze

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