Paestum, dalla Magna Grecia ai prodotti tipici

Una delle perle del Cilento ricca non solo di storia ma anche di tantissime cose da mangiare, come la famosa mozzarella di bufala o il carciofo IGP. Mare e spiagge non sono da meno. Se appartieni alla schiera di coloro che desiderano una vacanza in grado di conciliare svago e cultura, hai individuato il luogo giusto, Paestum ne è infatti un concentrato.

0 671

Circa 2000 anni fa dei navigatori greci partirono per fondare nuove città lungo le coste italiane; fu così che nacque la Magna Grecia, la cui ricchezza e potenza superava in molti casi Atene e Sparta. Madrepatria di Paestum era Sibari, fondata da achei e trezeni  i quali furono perciò detti sibariti. Questi ultimi erano famosi per la ricchezza, il lusso e la superbia. La  città fu fondata in quanto i Sibariti decisero di aprirsi una via commerciale fra lo Ionio e il Tirreno ed avvenne circa 600 anni a.c. Il periodo di massimo splendore economico e politico si è avuto quando in seguito alla distruzione di Sibari per opera dei crotonesi molti sibariti fuggirono a Poseidonia con le loro ricchezze, la loro esperienza e il loro spirito di intraprendenza. A questo periodo risale la costruzione dei tre templi.

L’importanza di Paestum nell’antichità è testimoniata dalle mura che circondavano l’abitato. Erano lunghe circa 5 km, alte 15 metri e spesse dai 5 ai 7. Uno degli accessi alla città è rappresentato da Porta Sirena, dalla quale passavano l’olio e il grano, il cui commercio rese ricca la città. Ricchezza testimoniata dai templi di Poseidonia, com’era chiamata dai coloni greci che la fondarono in onore del dio del mare. Dopo la sua conquista da parte dei Lucani venne chiamata Paistom, per poi assumere, sotto i romani, il nome di Paestum. La basilica è il tempio più antico, dedicato alla dea Era, dea della maternità e della fecondità. In seguito fu costruito il tempio di Poseidone, uno dei meglio conservati della Magna Grecia. Un altro grande tempio è quello dedicato a Cerere, in cui sono presenti due ordini architettonici diversi. I romani costruirono invece il tempio Italico.

Pur soccombendo a Roma per il controllo dell’Italia meridionale, i greci influenzarono la cultura di quest’ultima in maniera decisa. Durante il periodo romano, nel III secolo, le attività economiche e culturali fiorirono nuovamente: sorsero nuovi edifici pubblici, come l’anfiteatro, il foro e il ginnasio. La fine dell’Impero Romano coincise  con la fine della città. Tra i fattori che portarono al declino di Paestum, la realizzazione di nuove strade per il commercio in Oriente, che finirono per isolare definitivamente la città dalle principali vie commerciali.  L’epidemia di malaria del IX secolo, unita alle scorrerie dei pirati saraceni, costrinsero i pestani a rifugiarsi sui monti e ad abbandonare l’antica Poseidonia. La riscoperta di Paestum risale al 1762, in occasione della costruzione della strada moderna che l’attraversa tuttora.

La rilevanza di questo sito è riconosciuta da oltre 200 anni. Faceva infatti parte del mitico Gran Tour, itinerario che a cavallo del ‘700 e ‘800 portò in Italia, in una sorta di pellegrinaggio in cerca del bello, i più importanti personaggi dell’epoca. Artisti di molte nazionalità, letterati e uomini di cultura tra i quali Goethe, Shelley, Canova e Piranesi  si recarono a  Paestum diventando meta dei “viaggi formativi” e mondani di intellettuali.

L’area archeologica di Paestum, è stata riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità nel 1988.

La tomba del tuffatore

La si può trovare nel museo di fronte i templi,  risale al 480 a.c. ma fu ritrovata solo nel 1948.

E’ chiamata in questo modo per l’affresco della lastra di copertura della tomba stessa, dove un efebo si lancia da un trampolino in uno specchio d’acqua. Rappresenta il primo esempio concreto di pittura greca. Il ciclo degli affreschi è completato dalle figure che si trovano sulle pareti laterali della tomba stessa. Vi troviamo quattro vivaci scene conviviali che nel loro insieme, ricostruiscono il contesto di un “simposio”, cioè la fase del banchetto greco destinata alla degustazione dei vini, all’ascolto di musiche e canti e alla recitazione di versi.

Paestum tra mare e spiagge incontaminate

La sua lunga (15 Km) e ampia spiaggia, bagnata dal mare del Cilento è una meta ricercata in estate. Una pineta molto estesa si frappone fra la strada litoranea e la spiaggia. Al riparo della sua frescura, nelle ore più calde, è veramente piacevole consumare un pasto e rilassarsi prima di tornare sulla spiaggia, inoltre emana un buon profumo di pino che aleggia lungo le strade.

La spiaggia di Paestum è un alternarsi continuo di stabilimenti ben attrezzati e tratti di spiaggia libera. Di sera diversi stabilimenti si trasformano in ristoranti. La spiaggia  è sabbiosa e il fondale scende molto lentamente. Ci si può addentrare per diversi metri prima che il livello dell’acqua aumenti troppo.

Sorgono inoltre diversi hotel, campeggi, dove si potrà vivere il contatto totale con la natura senza rinunciare alle comodità della vita moderna.

I prodotti tipici: mozzarella e carciofo

Chi viene a Paestum non potrà fare a meno di notare e sentire la presenza delle bufale. La mozzarella di bufala della zona di Capaccio (Paestum), è un prodotto prezioso, frutto di un lungo e meticoloso lavoro di trasformazione artigianale del latte.

I caseifici della zona oltre a dedicarsi al prodotto finito, stanno attenti anche ai vari passaggi che precedono l’atto finale. Della musica classica e jazz è diffusa all’interno delle strutture, un trattamento rilassante con massaggi anti-stress e docce rinfrescanti ne sono un chiaro esempio. Una sorta di SPA per bufale che le accompagna  fino alla produzione del latte per produrre di conseguenza una mozzarella ancora più saporita.

Le origini della coltivazione del carciofo risalgono al tempo dei Borboni, soprattutto nella zona di Evoli, l’attuale Eboli, e Capaccio. Tuttavia, questa coltura si diffonde solo a partire dal 1929-30 con le vaste opere di bonifica e di trasformazione agraria apportate dalla riforma fondiaria.  Le principali caratteristiche di questa varietà sono di sicuro l’aspetto rotondeggiante, il colore verde/violaceo, l’elevata compattezza e l’assenza di spine nelle brattee. Tali peculiarità qualitative hanno consacrato la sua fama tra i consumatori e reso questo prodotto molto importante nella dieta mediterranea, anche grazie alla tenerezza e delicatezza.  Per mantenere intatte le sue caratteristiche, occorre conservare il Carciofo di Paestum IGP in luoghi freschi e asciutti.

Carciofo di Paestum

 

Come arrivare a Paestum

Paestum fa parte del comune di Capaccio, in provincia di Salerno. Per raggiungerla con l’auto l’uscita autostradale più prossima è Battipaglia, sulla A2 Salerno-Reggio Calabria.

L’ aeroporto più vicino è quello di Napoli Capodichino, che dista 90 minuti di auto.

Infine volendo utilizzare il treno potete prendere l’alta velocità fino a Salerno e da qui il regionale fino a Capaccio,  oppure un treno regionale diretto da Napoli. Il tragitto è molto gradevole e comodo. Parlo per esperienza personale.

Lascia un Commento