Grande Campania

Il Museo Storico Archeologico di Nola: un percorso nella storia

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Edificato nel 1521 nel Casale Nuovo della Nola medievale, il complesso monastico di Santa Maria la Nova, che fu delle Canossiane, ospita oggi il Museo Storico Archeologico.

La struttura, dopo il restauro e un’ampia e ragionata scelta messa in atto dai curatori attraverso una serie di materiali archeologici, si propone di raccontare la storia di Nola.

Inaugurato nel 2000, il nucleo iniziale si è via via arricchito di pezzi fino ad arrivare, nel 2009, alla collezione attuale comprendente reperti provenienti da scavi di età medievale e moderna.

La storia raccontata dai reperti

L’esposizione racconta la storia dell’Ager Nolanus, snodandosi su tre piani, unendo le testimonianze più antiche dell’età del Bronzo a dipinti di epoca moderna.

Al pianterreno ci sono le tre sale dedicate all’età preistorica: qui troviamo reperti della facies di Palma Campania, la ricostruzione fisiognomica dei volti di tre inumati della necropoli di San Paolo Belsito e, nel salone dell’ex refettorio, quella di una delle tre capanne del Villaggio di Croce del Papa (la “piccola Pompei” di Nola), con i rispettivi reperti in esso rinvenuti; nella sala successiva, infine, sono conservati corredi funerari di tipo orientalizzante.

Proprio attraverso la composizione di questi corredi possiamo analizzare i cambiamenti avvenuti al’interno della città: in quelli di fine VIII secolo, infatti, si trovano vasi forgiati nel solito impasto locale e oggetti di ornamento in ambra e lamina d’oro; al contrario, quelli immediatamente successivi, sono fatti di argilla depurata di importazione cumana o provenienti dalla Daunia (Puglia settentrionale).

Ciò sottolinea il ruolo di importante crocevia che Nola, nel tempo, cominciò ad assumere, trasformandosi da semplice insediamento indigeno a vera e propria città, soprattutto grazie all’intervento di urbanizzazione degli Etruschi nei territori, in primis a Capua.

Nei secoli VI e V a.C. Nola visse un momento di massimo splendore e non sembrò avvertire le scosse dovute alla decadenza del dominio etrusco in Campania. Proprio nel corso del V secolo, ad imitazione della ceramica greca a figure rosse, si sviluppò una produzione locale denominata del “Pilastro con la civetta“, di cui Nola dovette essere uno dei centri di produzione.

Il IV sec.a.C., però, segna anche l’inizio della penetrazione romana in Campania a cui nemmeno Nola potrà sfuggire: la città, nel 313 a.C., fu costretta a capitolare e, dall’89 all’87 a.C., fu assediata da Silla, che la conquistò definitivamente nell’80.

L’insediamento romano è testimoniato dalla presenza di numerosi edifici pubblici che furono edificati durante quel periodo: sulle macerie del quartiere sannitico fu eretto l’anfiteatro, a cui appartengono i sei pilastrini in calcare con decorazione a rilevo esposti nel corridoio davanti alle scale del museo; le strade principali furono affiancate da una serie di monumenti funerari, adornati da metope e statue, come quelle in calcare raffiguranti togati, rinvenuti in località Cangio, e le due statue raffiguranti Attis, provenienti da un monumento funerario di Cicciano. Le successive acquisizioni di colonie da parte di Augusto, Vespasiano e Nerva arricchirono ulteriormente la città di monumenti pubblici e nuovi templi.

La visita prosegue al piano superiore con una bellissima fontana mosaicata dell’inizio del III secolo d.C., proveniente da una villa, che si trovava sull’odierna via San Paolo Belsito, facente parte parte di tutte quelle lussuose abitazioni private che occuparono il territorio nolano in epoca romana.

L’età romana si chiude con uno spazio dedicato alla villa rinvenuta in località Starza della Regina a Somma Vesuviana (oggetto di scavo dell’Università di Tokyo nel 2002): al centro della sala, troviamo le due statue rinvenute nel 2003, una del dio Dioniso, con il capo coronato da edera ed un cucciolo di pantera in braccio, e l’altra di una donna con peplos (abito greco).

Infine, la sala rinascimentale raccoglie pezzi provenienti dal Palazzo Orsini, marmi policromi con inserti di madreperla, lapislazzuli e pietre dure dell’altare della Chiesa di Santa Maria La Nova.

Orari e biglietti

Il Museo Storico-Archeologico di Nola è aperto tutti i giorni escluso il Lunedì.
L’orario è dalle 9:00 alle 19:00.
Ingresso gratuito.

 

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