Grande Campania

Lago Laceno: potrebbe scomparire?

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Laceno è l’unica frazione di Bagnoli Irpino, in provincia di Avellino.

Il paesino è famoso soprattutto per il lago che, nel periodo primaverile, attrae tantissimi turisti, in cerca di un luogo fresco dove fare un picnic e godersi l’aria pulita. Lago Laceno è alimentato dal torrente Tronola, sorge all’inizio del pianoro e si spande attorno all’abitato. Inizialmente era una zona paludosa ma, nei secoli, il comune si è mobilitato per rendere il terreno coltivabile, attraverso una serie di bonifiche.

Flora e fauna

La flora dell’altopiano è caratterizzata da alberi di faggio, castagne, querce, aceri napoletani, aceri campestri, tigli, pini e abeti. È molto rilassante passeggiare tra la natura di Laceno: infatti, qui in tantissimi scelgono di trascorrere un weekend immersi nel verde.

Per quanto riguarda la fauna, c’è una gran quantità di uccelli: il passero, il pettirosso, il merlo, la cinciallegra, il fringuello, il verzellino, il gufo reale, il corvo imperiale, il falco pellegrino, la gazza, l’aquila reale, il rigogolo e tanti altri. I mammiferi presenti, invece, sono la lepre, il topo selvatico, la talpa romana, il riccio, il ghiro, lo scoiattolo, il tasso, la lontra, la volpe, il cinghiale e il lupo. Tra i rettili vi stazionano lucertole e serpenti.

Laceno, tuttavia, è meta turistica anche durante le stagioni più fredde; infatti, grazie al sistema di innevamento artificiale delle piste da sci, si cerca di garantire la pratica degli sport invernali.

I dubbi sul futuro del lago

Per quanto riguarda la superficie del lago, è stata notevolmente ridotta a causa del terremoto dell’80. Nelle nostre estati, infatti, ciò che ne rimane fa pensare più ad uno stagno. Dal 2010 al 2012 è stata registrata una riduzione ancora più accentuata, a causa della forte siccità che interessa la zona irpina. Per questo motivo, alcuni comuni in Alta Irpinia hanno addirittura ridotto la portata d’acqua erogata alle abitazioni. Il lago, inoltre, durante il periodo estivo, viene utilizzato come riserva per spegnere gli incendi della zona, diminuendo ancora di più la sua portata.

A questo punto non è impossibile che, col passare degli anni, scompaia del tutto.

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