La Vaccheria di San Leucio ai piedi del Casino vecchio

A San Leucio, è possibile visitare un quartiere davvero suggestivo: la Vaccheria. Nata nel 1750 per volere di re Ferdinando IV, è un luogo pieno di storia e antiche curiosità.

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All’interno della frazione casertana di San Leucio, vi è un quartiere dal nome suggestivo: la Vaccheria. Questo spazio, cuore pulsante del paese, dal quale dista circa 2 km, si presenta grazie ad una gigantesca porta d’ingresso, salendo da via Quercione.

Il quartiere, che nacque nel 1750 per volere di re Ferdinando IV, è parte del percorso obbligatorio che giunge sino al Casino vecchio: una piccola casa signorile di campagna, denominata in tal modo probabilmente a causa del suo stato di abbandono in seguito alla morte di Carlo Tito nel 1778.

L’insieme è, decisamente, un quartiere operaio.

Nelle vicinanze del Casino, il re fece costruire molti locali dedicati ai suoi cani, oltre a delle fabbriche per la produzione della seta e ambienti riservati all’allevamento delle mucche sarde.

Ecco da dove deriva il nome Vaccheria.

Nella piazza principale del quartiere, si erge la Chiesa di Santa Maria delle Grazie costruita, pensate un po’, in pochissimo tempo: solo 23 mesi, ed inaugurata nel 1805 dal re Ferdinando che volle fortemente questa chiesa al suo ritorno in Campania, dopo l’esilio palermitano seguito dalla rivoluzione napoletana del 1799. Fu per questo che egli stesso ne commissionò l’edificazione all’architetto Ferdinando Collencini, a sue spese.

Tuttavia, la commessa non fu data al Collencini per caso, ma per una specie di rivalsa, in quanto, qualche tempo prima, si scelse il molto più giovane Carlo Vanvitelli come Direttore generale per la realizzazione della Reggia di Caserta.

Ad ogni modo, questa è la chiesa dedicata ai penitenti ed è, senza dubbio, la più antica testimonianza, ben visibile ancora oggi, della vita del tempo.

Nonostante la facciata neogotica, essa rispecchia uno stile neoclassico.

La Chiesa fu edificata in seguito all’esigenza di regalare alla comunità un luogo di unione, lì dove già stava nascendo il “quartier generale” dell’industria della seta. Non è che non ci fosse un punto di ritrovo dedicato alla popolazione, prima di essa, ma la vecchia cappella ricavata al Casino Vecchio, non era più sufficiente ad accogliere proprio tutti.

Alle spalle della chiesa, invece, si può percorrere la strada che porta proprio al Casino Vecchio. A piedi, si possono scorgere mille particolari, tanto da poterlo definire un museo a cielo aperto. Peculiare all’interno della Vaccheria, infatti, sono le lapidi dedicate ai cani del re.

Scendendo, inoltre, si arriva al maestoso palazzo che affaccia sul belvedere di San Leucio.

Il re era particolarmente affezionato a questo quartiere, non solo per i momenti trascorsi all’insegna della caccia, ma anche perché qui vi passò molti giorni allegri con la sua dolce metà, ossia la regina Maria Carolina del Casino Reale (quello che oggi, ricordiamo, è il Casino Vecchio).

Si dice che la regina decise di allontanarsi da questi luoghi quando il quartiere fu adibito a splendide ricchezze per la creazione e la lavorazione della seta, e in seguito alla morte prematura a causa del vaiolo del suo amato figlio, il piccolo principe Carlo Tito, molto amato dal suo popolo, nonostante i suoi teneri 4 anni di età. Tuttavia, ad oggi, chiacchierando con la gente del Quartiere, sono numerosi i rumors secondo i quali il re proprio in questi luoghi avesse anche qualche amante, con cui condivideva altrettanti momenti di follia!

Scendendo, inoltre, si arriva al maestoso palazzo che affaccia sul belvedere di San Leucio.

Tutto alla Vaccheria, ancora oggi, sembra un po’ fermo nel tempo, soprattutto la parte dedicata al Casino Vecchio, purtroppo abbandonato in balia del trascorrere inesorabile del tempo, e quindi in uno stato di profondo degrado. È un peccato, perché grazie a questi luoghi abbiamo davvero la percezione di ciò che fu al tempo dei Borbone: dall’architettura dei luoghi alle decorazioni pittoriche.

Negli anni scorsi, durante il periodo natalizio è stato possibile finanche visitare in questo quartiere il presepe vivente, ambientato secondo scene e costumi settecenteschi.

 

Fonte: http://www.casertamusica.com/rubriche/cultura/2003/031128_caserta_vaccheria6.htm

Foto: http://caserta.arte.it/guida-arte/caserta/da-vedere/reggia/vaccheria-5143

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