La pasta del cornuto, antica ricetta Napoletana “simbolo” del tradimento

Pochi ingredienti e pronta subito, ma perché si chiama così?

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La cucina è il posto in cui si custodiscono secoli di storia e origini di ricette tramandate da generazioni. Ricette che ogni giorno portiamo in tavola. Tra i fornelli si incontrano le tradizioni, si sposano i sapori più svariati ma soprattutto si narrano storie di piatti che, con sufficienza,  diamo per scontati. Oggi vogliamo parlarvi di un piatto semplicissimo, una delle paste più comuni al mondo, povero di ingredienti anche se molto gustoso, un piatto che prende il nome di “Pasta dei Cornuti”, così chiamata a Napoli.  Veloce da preparare e quando si è a corto di idee. Nel passato l’arte culinaria si pensava che fosse una cosa stupida, relegata a chi aveva poco intelletto. Oggi per fortuna le cose sono cambiate, cucinare è una forma d’arte, una responsabilità che le diverse trasmissioni dedicate alla cucina ci dimostrano sempre più spesso. Soprattutto con l’emancipazione della donna, non più relegata a cenerentola della casa, certi pensieri non appartengono più alla realtà dei tempi in cui viviamo.

Il significato del nome

Dimmi cosa mangi e ti dirò chi o cosa sei. Il famoso detto sembra calzare a pennello per il piatto in questione, ma vediamo perché è chiamato in questo modo. Come detto in precedenza, tutte le ricette raccontano i vari aspetti della vita, economico, politico, sociale e culturale. La pasta del cornuto è il primo che rispecchia la poca voglia di cucinare. Tutto parte dal fatto, che anni fa, la donna non essendo indipendente come oggi, aveva come compito principale se non esclusivo quello di riordinare e pulire casa, fare la spesa e cucinare per il marito e la famiglia. Proprio per questo, quando un uomo vedeva nel proprio piatto un po’ di pasta scaldata condita con del semplicissimo burro, iniziava ad insospettirsi e a chiedersi cosa avesse impedito alla moglie di preparare un piatto più elaborato e ricco d’ingredienti. L’unica risposta plausibile, vista l’epoca in cui eravamo, era il tradimento. Per cui una donna impegnata in un intrattenimento amoroso extraconiugale non aveva il tempo sufficiente per dedicarsi alla spesa e alla cucina, così per rimediare portava in tavola un piatto di pasta semplice, povero e veloce, candidando così automaticamente il marito a concorrere per il titolo di “cornuto del mese”, un titolo che nessuno vorrebbe avere. Si racconta infatti che questo piatto sia nato proprio da una donna fedifraga , che dopo essersela spassata a letto con un altro uomo correva a preparare la pasta al burro per il marito.

Gli spaghetti dello scapolo

Esiste anche una variante di questa pasta dal nome bizzarro, quella che prevede la presenza delle cipolle. Alcuni a Napoli la chiamano “spaghetti dello scapolo”. Quando mammà non può preparare i piatti per il figlio scapolo e questi è stufo del microonde o dei sughi pronti del supermercato, ecco che ricorre al piatto più veloce che ci sia. Una ricetta facile da fare che sottintende  uomini, o donne soli. Per cui un bel piatto di pasta al burro può finalmente ritenersi un’ottima e saporita ricetta last-minute e non un marchio per uomini traditi

La ricetta

Vediamo insieme cosa occorre:

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

  • 400 g di spaghetti
  • 150 g di burro
  • 80 g parmigiano grattugiato
  • pepe nero q.b. (a piacere)
  • sale q.b.

PROCEDIMENTO

In una pentola alta, portare a bollore abbondante acqua e cuocere la pasta aggiustando di sale. Dividere il burro in quattro pezzetti uguali e posizionarlo in quattro piatti. Scolare la pasta al dente, conservando un po’ d’acqua di cottura. Far sciogliere il burro con il calore della pasta e con qualche cucchiaio d’acqua di cottura, facendo amalgamare bene la pasta con il condimento. Aggiungere il formaggio in ogni piatto, continuando a girare, così da formare una crema intorno alla pasta. Spolverare con una manciata di pepe nero se preferite.

Buon appetito con la pasta dei cornuti. Senza offesa per nessuno.

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