La Campania delle nocciole: alla ricerca delle più buone

La Campania è regione leader in Italia per la produzione di nocciole. Le migliori vengono prodotte nell'area di Giffoni ed in quella di Avella. Le nocciole campane sono famose in tutto il mondo per il loro aroma e la loro qualità, ma anche per l'utilizzo della crema di nocciole nei wafer di due grandi marchi.

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La Campania è un vero e proprio spettacolo paesaggistico, artistico e culturale. Tuttavia, se si volesse considerare un aspetto su tutti, per identificare la regione, sicuramente sarebbero in molti a pensare alla cultura gastronomica per cui la Campania è riconosciuta a livello mondiale. Piatti unici nel loro genere, ma anche prodotti tipici, coltivati da secoli e rinomati per la loro qualità. Un prodotto tipico su tutti è sicuramente la nocciola; anche se meno famosa di quella piemontese, la nocciola prodotta in Campania risulta essere la migliore in termini di qualità e di fama nei paesi stranieri. Forse la nocciola non è tra i prodotti che più identificano la regione, ma la Campania è prima in Italia per la produzione di nocciole con oltre 54.000 tonnellate all’anno. Le migliori nocciole sono prodotte nell’area di Giffoni Valle Piana nel salernitano e nell’area di Avella, Baiano e Nola.

La nocciola di Giffoni: un prodotto IGP

A Giffoni Valle Piana si coltiva una varietà di nocciola unica nel suo genere: la tonda di Giffoni. Questa varietà è prodotta in un’area di oltre 2600 ettari e comprendente  12 comuni: Acerno, Baronissi, Calvanico, Castiglione dei Genovesi, Fisciano, Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle Piana, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella, Olevano sul Tusciano, San Cipriano Picentino e San Mango Piemonte. La nocciola di Giffoni IGP, si distingue per la forma del seme (la parte commestibile) perfettamente tondeggiante, e per il colore dello stesso, più bianco rispetto alle altre varietà, inoltre il perisperma, ovvero la pellicola interna, risulta facilmente staccabile. La tonda si presta in maniera ottimale alla tostatura ed alla calibratura; per questo motivo, questa nocciola è molto indicata per il trattamento industriale. Infatti questa particolare varietà di nocciola è tra le più richieste dalle grandi aziende produttrici di crema di nocciole e prodotti derivati. Tuttavia la tonda non è solo ad appannaggio delle grandi aziende: nel territorio locale costituisce un elemento centrale in svariati prodotti dolciari come paste, torte e biscotti, oltre alle solite creme spalmabili. La coltivazione della nocciola, a Giffoni ha radici antichissime: alcuni reperti dimostrano la presenza di questo prodotto già nel III secolo a.C. e pare proprio che la coltivazione delle nocciole sia partita da Giffoni per poi diffondersi nel resto dell’Italia.

L’ altro versante della nocciola: Avella

La traduzione in portoghese o in spagnolo della parola “nocciola” è rispettivamente “avella” o “avellana”. Questo potrebbe bastare a sottolineare l’importanza del nocciolo che cresce nell’area a cavallo tra il nolano e i primi comuni dell’avellinese. La nocciola identificata dallo scienziato svedese Carl Nilsson è stata denominata dallo stesso Corylus Avellana, proprio in onore di Avella. Nella cittadina avellinese il legame con la nocciola è molto sentito, ma anche personale. Qui la nocciola è un elemento onnipresente, specie nel centro storico, dove sono moltissime le case che hanno nel proprio giardino una o più piante di nocciola. Nella zona che copre Avella e i vicini comuni di Sperone, Baiano e Mugnano del Cardinale, esistono due varietà di nocciola: la Mortarella e la San Giovanni. La Mortarella ha un guscio di colore chiaro e contiene un frutto più piccolo rispetto agli altri. La San Giovanni invece, si presenta con una forma più allungata e schiacciata. La nocciola avellana è un prodotto d’eccellenza e, dallo scorso anno ha ricevuto il marchio di prodotto Denominazione Comunale d’Origine (De.C.O.). La tostatura della nocciola avellana consente la lavorazione di preparati come farine, granelle e creme, che lasciano inalterato l’aroma tipico del frutto.

Baiano: la festa della nocciola

Il territorio della nocciola avellana non si arresta al solo comune di Avella, ma comprende anche altri comuni avellinesi come Quadrelle, Mugnano del Cardinale e la stessa Baiano; ma si estende anche a comuni del napoletano come Comiziano e Nola. A Baiano la raccolta delle nocciole è un momento molto sentito che attira i cittadini di tutte le età, i quali si riversano nelle coltivazioni per dare il via alla raccolta che, solitamente avviene a settembre. Un momento di comunità e condivisione per rivivere i ritmi di un tempo ed ascoltare i suoni della campagna. Ma la nocciola è anche un motivo di festa per i baianesi. Qui infatti si tiene, sempre nel mese di settembre la famosa festa della nocciola. Solitamente la location è la villa comunale di Baiano. Questa viene allestita a festa con danze, spettacoli musicali e partite di calcetto. Ma la protagonista assoluta è la nocciola, presente tanto nei dolci quanto nei piatti a base di pasta e persino nei liquori. Una festa all’insegna dei prodotti tipici e del cibo genuino con i sapori di un tempo.

Il prodotto che lega la Campania ai wafer

La nocciola campana, probabilmente quella coltivata nel territorio nolano-baianese venne scoperta nel 1898 dal ristoratore viennese Joseph Manner. Costui fu l’inventore dei “wafer napolitaner“: 5 strati di sottilissima cialda, alternati a crema di nocciola proveniente dalla Campania. Nel giro di alcuni anni i Manner Napolitaner divennero famosi e, confezionati nelle tradizionali confezioni rosa, continuano ad essere uno dei prodotti più venduti dall’azienda austriaca Manner. Successivamente, le nocciole campane interessarono anche un’altro ristoratore che divenne famoso soltanto dopo: Loacker. Alfons Loacker era un pasticciere sudtirolese commercializzò il medesimo wafer con crema di nocciole, ma sotto il proprio marchio. Oggi i suoi wafer Neapolitaner non hanno bisogno di presentazioni. Così come le nocciole campane, da cui deriva la deliziosa crema.

 

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