La Benevento da visitare con La Rocca dei Rettori e il Museo del Sannio

Sul punto più alto di Benevento erge il Castello di Benevento, conosciuto come La Rocca dei Rettori, al cui interno c'è una sezione del Museo del Sannio.

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A Benevento, sul punto più alto della città, c’è un castello caratterizzato dall’affiancamento di due palazzi diversi, uno medievale e l’altro rinascimentale, chiamato “La Rocca dei Rettori”.

La Rocca dei Rettori, conosciuta appunto come Castello di Benevento o Castello di Manfredi, nasce sul sito di un altro palazzo longobardo fatto costruire da Arechi. Il suo attuale aspetto però, è una sintesi di svariati interventi succedutosi nel tempo.

La struttura si presenta con due copri diversi: il “Torrione Angolare”, edificato dai Longobardi, e il “Palatium”, voluto dai Rettori di Benevento nel XIII secolo.

Benevento

Il “Torrione” conobbe modifiche e ristrutturazioni, nonché un nuovo nome: “Castrum novo”. Di pianta poligonale, è alto 28 metri e al suo interno c’è una zona più estesa chiamata “Palazzo dei Governatori Pontifici” che ha una rampa che porta ad un giardino sopraelevato

Il “Palatium” è disposto a tre piani di pianta rettangolare. Al piano terra ci sono le segrete, al primo piano ampi saloni decorati da motivi floreali e un giardino posteriore terminante a strapiombo in cui poter osservare un lapidario, frammenti architettonici di origine romana e diverse opere d’arte.

Il palazzo ospitò vari pontefici, ma fu Papa Giovanni XII da Avignone ad affidare l’incarico della costruzione di una sede fortificata per i rettori a Guglielmo de Balaeto, rettore pontificio della città, nel 1321. Per farlo, si ispirò alle costruzioni di Avignone e Carcassonne.

Il nome Rocca fu scelto nel Medioevo, quando divenne sede dei pontefici.

Dal 1856 al 1865, la fortezza si trasformò in carcere. E dopo il terremoto del 1702, venne ricostruita quasi del tutto.

Museo del Sannio

Il Museo del Sannio custodisce il materiale relativo alla storia della città e della regione del Sannio.

Il suo primo nucleo fu voluto dal principe di Benevento Talleyrand, nel 1806, nell’ex casa gesuitica.

Il museo è strutturato in quattro sezioni: Archeologia, Medievalistica, Arte e Storia.

Le prime tre sezioni sono ubicate nel Chiostro della Chiesa di Santa Sofia, mentre l’ultima nel Torrione della Rocca.

Il Chiostro di Santa Sofia è patrimonio dell’Unesco dal 2011.

Benevento, Chiostro di Santa Sofia

La parte archeologica inizia con il lapidario collocato nel giardino. Si continua con i reperti risalenti al Paleolitico, ceramiche e terracotta sannitiche, copie romane di statue greche. Bellissime sono le statue dell’imperatore Troiano e di sua moglie Plotina.

Il nucleo essenziale della sezione medievale è costituito dalla sala della” Longobardia Minor” che contiene iscrizioni paleocristiane, asce e spade da guerra, gioielli e diversi utensili da lavoro.

Straordinaria è anche la “Sala del medagliere” che conserva monete greche, bizantine, pontificie, napoletane.

Al primo piano c’è la “Terrazza degli stemmi” e la “Loggia dei leoni” con opere architettoniche romane.

La parte artistica è rappresentata da una Pinacoteca, risultato di donazioni di ricche collezioni d’arte che vanno dal Medioevo all’ età moderna.

Colpisce particolarmente il bassorilievo della danza delle streghe di Fozzini.

Nel “Gabinetto dei disegni e delle stampe” sono invece conservati disegni dei secoli XVI e XIX, tra cui una copia della “Leda” di Leonardo da Vinci di un autore anonimo.

Opere specifiche riguardanti la storia locale si trovano invece nell'”Auditorium”.

Ed infine, la sezione storica della Rocca che racconta la storia di Benevento mediante documenti ufficiali e oggetti di vario tipo, come busti e armi.

Al piano superiore si possono osservare oggetti della tradizione popolare del XVIII e XIX secolo come vestiti, utensili, ceramiche e un presepe settecentesco.

Fonte foto: patrimonidelsud.net, gv-images.viamichelin.com

 

 

 

 

 

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