La badia benedettina della Santissima Trinità

Il monastero è tra i più vecchi e importanti della Campania

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Si può senza dubbio annoverare tra i monumenti della fede più spettacolari in Campania. Si trova a soli 3 km da Cava de’ Tirreni,  in mezzo ai monti Lattari. Fu costruita all’inizio dell’undicesimo secolo per volontà del nobile longobardo S. Alferio Pappacarbone. Questi, insieme a due compagni, si consacrò ad una vita da eremita, fatta di solitudine, preghiera e lavoro. Fino all’incirca alla fine del sec. XIII Alferio ha una serie di illustri successori, 11 dei quali, più il fondatore, sono stati riconosciuti santi o beati dalla Chiesa. Tra questi troviamo l’illustre San Pietro I, nipote di Alferio, che ingrandì notevolmente il monastero, rendendolo il centro di una potente comunità religiosa, con molte chiese affiliate e monasteri sparsi per l’Italia meridionale.

S. Alferio

Fondatore del monastero, il nobile salernitano S.Alferio,  fu membro della famiglia e ambasciatore del principe Guaimario III di Salerno. Fin dalla giovinezza servì i principi longobardi che controllavano il territorio da secoli.  Inviato come ambasciatore presso l’imperatore Enrico II nel 1002 per chiedere assistenza militare contro i Bizantini che incombevano sul Ducato di Salerno,  si ammalò in maniera seria una volta arrivato sulle Alpi. Per questo chiese di essere ospitato presso il monastero di San Michele Chiusa. Giurò che se si fosse ripreso, avrebbe rinunciato alla sua carriera diplomatica e sarebbe diventato un benedettino. Le sue preghiere furono ascoltate, una volta guarito prese i voti nella maestosa abbazia di Cluny, dove rimase diverso tempo tra i monaci.

Il ritorno a Salerno

Pochi anni dopo, il principe Guaimario III di Salerno lo fece tornare in città per trasformare molti dei monasteri presenti. Alferio era pronto per mettersi al lavoro, ma dopo un po’, attratto dalla vita da eremita, abbandonò di nascosto la città per rifugiarsi nella grotta di Arsicia, ai piedi del monte Finestra, nel comune di Cava de Tirreni. Era il 1011 e, insieme a due compagni, si dedicò interamente alla preghiera, alla penitenza e al lavoro manuale. I discepoli, attratti dalle sue virtù, accorsero a lui “costringendolo” ad edificare un modesto monastero. Alferio continuò però ad abitare in una stanzetta o meglio, una cella, ricavata nella grande grotta. Fu proprio nella sua cella che morì e fu sepolto dopo una lunga esistenza. Era il 12 aprile 1050.

La badia

San Pietro, il nipote di S. Alferio, ordinò più di 3.000 monaci. Papa Urbano II, incontrato  a Cluny, visitò il monastero e lo consacrò. Tra il XVI e il XVIII secolo ci fu anche una ristrutturazione importante. Solitario e imponente, il monastero è riuscito in passato ad ospitare fino a 300 monaci. Dichiarato Monumento Nazionale in quanto associa al valore artistico anche quello scientifico. Un’altra caratterisitca che la rende unica riguarda i monaci che ci vivevano. Questi infatti, hanno redatto il Codex Diplomaticus Cavensisi, nel quale si pubblicò il testo integrale della pergamena più antica dell’Archivio Cavense. Si tratta di un’opera grandiosa che ha contribuito ha rendere  l’Abbazia famosa anche nella comunità scientifica.

Fonte foto: napoli-turistica.com

L’abbazia oggi

Il monastero oggi dispone di un patrimonio artistico e culturale non indifferente. Vi sono 15.000 pergamene, 300 edizioni cinquecentesche e più di 3.000 volumi. I sacerdoti benedettini che vi risiedono da circa mille anni continuano il loro lavoro spirituale e culturale attraverso la preghiera e le numerose attività in cui sono coinvolti. Entrare nella cattedrale costruita nel 1761 è sorprendente, lo sguardo è rapito dalla luce e dalla bellezza. Molti elementi dell’interno della cattedrale risalgono al secolo scorso, ma ci sono anche preziosi elementi di un passato più lontano. Nella cappella, che include la grotta di S.Alferio, dove visse e morì, si trova un reliquiario dove si trovano diversi Santi.

Fonte foto: napoli-turistica.com

COME RAGGIUNGERE L’ABBAZIA

  • Auto: Autostrada A3 Napoli-Salerno – uscita Cava dei Tirreni
  • Autobus: autolinee CSTP da Salerno; autolinee SITA da Napoli

La Badia di Cava è raggiungibile dal centro di Cava dei Tirreni con gli autobus della CSTP (partenza ogni 30 minuti circa dal viale Crispi, nei pressi del Municipio).

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