Grande Campania

Il Museo della bufala e della mozzarella a Battipaglia: sapori antichi e tradizioni

A Battipaglia si trova il Museo della bufala e della Mozzarella: un percorso che porta alla scoperta di antichi modi di produzione della mozzarella; il tutto immerso in uno straordinario panorama naturalistico, con sapori e tradizioni antiche.

0 239

Quando si pensa alla Campania la prima cosa che viene in mente è sicuramente il cibo. Ed è quasi sicuro che il primo pensiero vada alla mozzarella di bufala campana. Un prodotto d’eccellenza, tra i più saporiti del territorio, tra i più esportati ed imitati, che ha effetti benefici per il corpo e per lo spirito. Ma quando si parla di mozzarella di bufala si parla soprattutto di Battipaglia. Proprio qui, nella Piana del Sele, dove sorgono decine di caseifici, c’è un progetto ambizioso: il Museo della Bufala e della Mozzarella, un allestimento che si pone l’obiettivo di portare a conoscenza dei visitatori tutto il mondo della bufala e della squisita mozzarella prodotta.

Il Museo della Bufala e della Mozzarella: nascita e sviluppo

Il Museo è un allestimento di carattere demo-etnoantropologico, il primo in questo genere in Italia. Al suo interno si possono trovare foto antiche ed oggetti da lavoro altrettanto datati. Tra questi si annoverano i campanacci che venivano legati al collo delle bufale, zangole, bollitori, contenitori ed utensili vari, utili alla produzione della mozzarella. Il progetto museale, il cui scopo è far conoscere tutto ciò che ruota attorno al mondo della produzione di latticini, lo si deve all’ambizione dell’Associazione Culturale e Fattoria Didattica Feudo Ron Alfrè, la quale si è impegnata per circa un decennio in ricerche di materiali e fonti documentate. Obiettivo raggiunto: il museo consente di immergersi non solo nel mondo delle bufale e della mozzarella, ma anche in uno speciale viaggio nella memoria, tra documenti storici e rari, disponibili solo grazie agli Archivi di Stato. Attualmente il Museo della Bufala e della Mozzarella, con i suoi 5200 reperti, tra foto, attrezzi e strumenti di lavoro, costituisce la più importante raccolta italiana di materiale sulla bufala e sulla produzione che deriva dal latte.

La struttura del museo

Il Museo della Bufala e della Mozzarella si trova a Battipaglia, a circa 2 km fuori dal centro abitato, nella suggestiva cornice della masseria La Morella, un complesso settecentesco che vanta spazi immensi e tante strutture, proprio come erano un tempo le antiche masserie del territorio. La masseria si estende per circa 3000 mq ed è suddivisa in 12 sezioni. All’interno infatti, si trovano le Bufalare, due edifici adibiti alla produzione del latte, quale materia prima del processo produttivo. In questi edifici trovavano ricovero anche coloro che lavoravano al latte ed alle bufale, ossia i bufalari e i gualani. L’impronta lasciata da quei tempi è ancora presente ed il museo è stato creato ad hoc per ricalcarne le caratteristiche. Importante è anche la posizione in cui si trova la masseria La Morella; essa, difatti, si trova in prossimità dell’importante snodo ferroviario che interessa la città di Battipaglia e che, sin dai primi anni, è stato fondamentale per l’esportazione di mozzarella di bufala fuori dai confini regionali.

Le attività del Museo della Bufala e della Mozzarella

La visita al museo consiste essenzialmente in un percorso che si snoda per numerosi ambienti tematici. Le scelte espositive degli organizzatori puntano all’evocazione di tempi lontani, ad usanze, interazioni sociali e tipologie di attività ormai desuete. Inoltre il percorso consente la scoperta di paesaggi incontaminati, ma anche gusti e sapori antichi, il tutto tramite la predisposizione di laboratori didattici, istituiti ad hoc. Con i laboratori il visitatore potrà entrare nel vivo del processo produttivo della mozzarella: dal legame tra la bufala ed il latte, alla trasformazione dei prodotti bufalini. La visita, grazie a percorsi didattici e laboratoriali, consente a tutte le tipologie di visitatori, dai più piccoli agli adulti, di toccare con mano i lavori di un tempo e come, queste attività si siano modificate nel tempo, adattandosi alle nuove esigenze.

Il percorso del Museo: le location

La visita al Museo della Bufala e della Mozzarella si articola in un percorso lungo tutta la superficie della masseria che lo ospita. Il percorso in questione si articola in sezioni, distinte l’una dall’altra per tema, allestimento ed esposizione. Si inizia con la bufalara “lato mare”: una struttura circolare tra le più grandi della zona. La bufalara lato mare ha visto svolgersi per secoli, al suo interno, l’attività di produzione del latte, mentre oggi ospita attrezzi da lavoro piuttosto rari: spersori, francicagliata, tritapasta, spannarole, compecine, menacaso, catuozzo, cuocci ecc. Segue la seconda bufalara, quella “lato monti”. L’edificio è per forma e struttura uguale alla “lato mare”, ed al suo interno si svolgono i laboratori didattici dove, il visitatore è portato a partecipare alla produzione del prodotto caseario. C’è poi l’Antica Stalla e il parco delle bufale, un’edificio sorto nel ‘700, dove è possibile la visita al luogo in cui le bufale venivano allevate e nutrite. Altra zona visitabile è la Concimaia e Cornughia, entrambe destinate anticamente alla predisposizione di concimi: nella prima si produceva concime organico, nella seconda, il concime era ricavato da zoccoli e corna di bufalo. La Galleria invece, è la location in cui è allestita la parte espositiva. Qui vi sono documenti e reperti che partono dal ‘500 e narrano della storia della bufala e della filiera produttiva della mozzarella. Poi ancora, la Cantina di Conserva, dove si produceva il burro, con zangole antiche, ancora funzionanti; il Forno e l’affumicatura, dove le forme di prodotte venivano appese ed affumicate con i giunchi di mais ed infine l’Officina del Buttero, luogo in cui  vi era una persona incaricata, detta appunto buttero, di far uscire i bufali dal fango, in cui restavano per gran parte della giornata.

Museo della Bufala e della Mozzarella: cultura ed imprenditoria

Il progetto ambizioso di istituire questo museo non è volto solo alla riscoperta di sapori e abitudini antiche. Il viaggio è anche volto alla promozione culturale ed allo sviluppo imprenditoriale del territorio. Incrementare l’attività turistica, ma anche favorire inclusione sociale e legami con l’area di riferimento sono inseriti in una serie di obiettivi che il museo può raggiungere. D’altronde la mozzarella e la bufala fanno parte a pieno titolo del patrimonio culturale di Battipaglia e dintorni, laddove storici produttori conservano i loro processi produttivi gelosamente. L’ attività museale, in questo senso, può costituire un punto di partenza per l’espansione del settore turistico verso ambiti che permettano una maggiore fruizione del patrimonio culturale: non più turismo mordi e fuggi, ma un turismo più duraturo, lento, che permetta di assaporare tutte le peculiarità del luogo visitato. Il Museo della Bufala e della Mozzarella ha la possibilità di rendere possibile tutto questo.

 

Lascia un Commento