Il Giardino Torre di Capodimonte: un’antica oasi di produttività e bellezza

Noto anche come Giardino del Francese o Giardino di Biancour, rappresenta l'ultima testimonianza della vocazione produttiva che caratterizzava la tenuta reale di Capodimonte.

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Uno spazio verde che si affaccia sulla città e sul golfo di Napoli. L’imponente parco, o bosco, come lo chiamano i napoletani, è visitato gratuitamente da 1 milione di visitatori ogni anno è Il polmone verde della città.  Sorge sull’omonima collina e nasce come oasi di caccia di Carlo di Borbone. Il parco, protetto dall’Unesco, offre la possibilità ai napoletani e ai numerosi turisti di rilassarsi e respirare aria pulita. La tenuta, situata sul margine nord-orientale del bosco, è stata oggetto di un completo restauro. Questa operazione ha coinvolto il recupero degli edifici settecenteschi e la riabilitazione del vasto patrimonio botanico.

Accenni di storia

Da quando furono istituiti, i siti reali dei Borbone (Capodimonte, Persano, Carditello e San Leucio)furono concepiti come proprietà produttive, capaci di auto-sostenersi e di generare profitti. Il Giardino Torre, conosciuto fin dal Settecento come Giardino del Francese o Giardino di Biancour, dal nome della famiglia di giardinieri che lo gestiva, costituiva l’ultima testimonianza della produzione agricola che caratterizzava la tenuta reale di Capodimonte. Questa “fruttiera” forniva prodotti freschi alla tavola del re, diventando anche un luogo di sperimentazione e acclimatazione botanica. Dopo anni di abbandono, la tenuta, situata sul margine nord-orientale del bosco, è stata oggetto di un completo restauro. Questa operazione ha coinvolto il recupero degli edifici settecenteschi e la riabilitazione del vasto patrimonio botanico.

La fruttiera reale

Diviso in tre distinte aree (la Fruttiera Reale con il casamento turrito adiacente e due giardini segreti, il Giardino dei Fiori e la Purpignera ) questo spazio era dedicato alla coltivazione dei prodotti destinati alla tavola del re. Ben presto divenne anche un luogo di sperimentazione e acclimatazione botanica. Si coltivavano infatti ananas, agrumi e fruttiferi di ogni genere, che avrebbero poi fatto la storia dell’agricoltura periurbana della provincia di Napoli. Nella Fruttiera, le piante frutticole erano disposte in filari, tra cui antiche cultivar di pere come la “Mastantuono” e la “Spadona”, susine “Regina Claudia”, ciliegie “O Monte” e “Giulia”, oltre a nespoli, fichi, melograni, gelsi, sorbi, kaki e frutta insolita come giuggioli, meli cotogno e azzeruoli. Una vasta collezione di agrumi, tra cui mandarini, limoni e cultivar eccezionali come il cedro “Mano di Buddha” e il “Kaffir lime”, arricchiva ulteriormente il giardino.

Un maestoso Canforo e un antico Casamento

Al centro della Fruttiera, si erge un maestoso esemplare di Canforo (Cinnammonum camphora), arrivato dalla Cina intorno al 1825, inserito nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia. La fontana marmorea ai suoi piedi, un tempo adornata da un gruppo scultoreo, fu trasferita nel 1895 per arricchire la nuova fontana del Belvedere, diventato il luogo di maggior rappresentanza e interesse durante il periodo dei Savoia.

Il Casamento Torre, probabilmente esistente prima del Real Sito di Capodimonte, presenta un torrino che richiama lo stile delle piccole strutture turrite vanvitelliane. Restaurato nei suoi colori originali, bianco e grigio pastello, l’edificio è composto da due corpi di fabbrica attorno a un cortile centrale.

Giardini segreti e biodiversità

Dalla Fruttiera Reale si accede al Giardino dei Fiori, caratterizzato dalla maestosa Fontana a nicchione al centro, circondata da paraste doriche e una conchiglia a stucco. Ai lati della fontana si trovano le storiche “ananassiere”, piccole serre semi-interrate utilizzate per la coltivazione. Il giardino ospita anche una bella Esedra con peri a spalliera e una vasca con ninfee e altre specie vegetali acquatiche. Attraverso una sorta di “stanza” di passaggio, si accede al Giardino della Purpignera (Itermine che deriva dall’adattamento in lingua napoletana del termine francese “pépinière”, che significa vivaio), un piccolo giardino segreto dedicato alla riproduzione di piante ornamentali, fiori recisi, piante aromatiche e ortaggi. 

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