Grande Campania

Il Castello Normanno di Ariano Irpino, baluardo della città

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Ariano Irpino vanta un difensore d’eccezione: il Castello Normanno.

Rappresentativo dell’epoca normanna dell’Irpinia, nella quale la città era al centro della vita mondana poiché meta di uomini illustri e rilevanti, l’edificio fortificato fu eretto sulla parte più alta di uno dei tre colli di cui è dotata la zona, quello a cui dà il nome, il Colle Castello.

Giganteggia sulla città grazie alla sua perfetta posizione strategica, studiata per proteggere la località non solo dalle minacce vicine, ma, soprattutto, da possibili guerre.

L’ubicazione risultava così interessante per i nemici, in quanto ponte tra la Campania e la Puglia, da necessitare una difesa davvero importante.

L’inespugnabile posizione

La conformazione del colle rende l’edificazione praticamente inarrivabile.

La natura ha preparato per il castello una moltitudine di barriere ambientali, quali burroni e dirupi, che rendono arduo, per i nemici, il cammino per arrivare alla fortezza.

Ciò ha aiutato il baluardo, già dotato di elementi di livello (come delle mura massicce, dei fortini, delle torri di avvistamento, una piazza d’armi – il cui possesso distingueva la città dalle altre, in quanto unica a possederla – dei fossati a secco e un complesso percorso di vie sotterranee che proseguono oltre le mura), a divenire essenzialmente inespugnabile, grazie, anche, ad una serie di interventi, modifiche ed ampliamenti attuati negli anni.
Il tutto comprovato dalle molteplici minacce che hanno cercato di abbattersi su di esso, nel corso del tempo, superate senza grossi sforzi.

Cenni storici

Uno degli attacchi più considerevoli subiti è avvenuto nel 1255 per mano dei Saraceni provenienti da Lucera, i quali presero la fortezza a tradimento, obbligando i Normanni a restaurarla.

Nei secoli a seguire Carlo D’Angiò e Ferdinando D’Aragona la modificarono ed ampliarono a proprio piacimento. Nel sedicesimo secolo, dunque, quando fu protagonista delle Guerre d’Italia, ultimo grande evento storico che l’ha vista partecipe, si presentava come una mescolanza di stili e di idee. E fu così che si segnò la fine del suo periodo d’oro.

Venne lentamente abbandonata, infatti, entro la fine del Settecento.

La struttura del Castello

I lati del castello sono l’uno di dimensione diversa rispetto all’altro, a formare un trapezio.
Agli angoli sono disposte quattro torri coniche, collegate tra loro mediante un percorso creato da corridoi:
all’interno di ognuna vi sono due vani di dimensioni differenti.

Il mastio del castello (la torre maestra) presenta un edificio quadrangolare di rilevante dimensioni di cui ci è pervenuto ben poco: si tratta della Torre Grande, la parte più significativa della dimora feudale (dotata di due camere maggiori e due vani minori in seguito aggiunti) e, per questo motivo, la zona del castello di più difficile accesso e quella maggiormente pronta alla difesa estrema.
Si arriva a quest’ultima, infatti, soltanto mediante un ponte.

A sud vi sono ingressi caratterizzati dai fossati citati in precedenza e dai ponti levatoi annessi.

La metà del baluardo che vediamo oggi è interrata.
Difatti, visitando la struttura, in certi punti, nella Torre Est, e nello specifico in tre ambienti, ci si rende conto di essere sotto il livello stradale.

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