Il borgo di Acciaroli tra presente e passato

Acciaroli è un bellissimo borgo del Cilento, conosciuto come borgo di pescatori e frequentato soprattutto nei periodi estivi per le sue acque limpide.

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Il Cilento ci regala sempre emozioni uniche e tra queste c’è sicuramente Acciaroli, meraviglioso borgo sul mare.

Acciaroli è una frazione marina del comune di Pollica, nel salernitano ed è sempre stato un paese di pescatori. Negli ultimi anni, anche il settore del turismo si è sviluppato notevolmente grazie al suo suggestivo centro medievale e alle sue acque limpide. Ma nonostante i cambiamenti, Acciaroli ha saputo custodire le sue origini e la sua identità e questo la rende ancora più affascinante.

Il suo nome deriverebbe da “lazzarolo”, un arbusto somigliante al biancospino particolarmente presente sul luogo.

Cosa visitare ad Acciaroli

Visitare Acciaroli significa visitare un luogo che collega presente e passato.

Il porto

Porto di Acciaroli

Acciaroli è stato un importante sito commerciale almeno fino al XIX secolo, nonché sede di Dogana. Tempo fa era caratterizzato da casette in pietra costruite sugli scogli mentre oggi è noto per i suoi ristoranti, locali, lounge bar, insomma per la movida. Inoltre, sono parecchie le barche di lusso o gli imponenti yacht che nel periodo estivo scelgono questo borgo come meta per le loro vacanze. E moltissime continuano ad essere la barche da pesca che scaricano pesce fresco.

La Torre Normanna

La modernità che convive con la storia. Il porto, oltre ai gozzi dei pescatori, conserva testimonianze del passato e salta immediatamente all’occhio la Torre normanna. La Torre è stata edificata nel 1233 da Federico II come difesa dalle incursioni dei pirati. Faceva parte di un più ampio complesso difensivo formato da 58 torrioni sparsi lunga la costa tra Agropoli e Sapri.

La Chiesa dell’Annunziata

La Chiesa dell’Annunziata come la vediamo oggi, è frutto di diverse restaurazioni, ma la torre campanara risale al 1926, quando cioè la Chiesa divenne un’effettiva parrocchia. La struttura infatti rientrava nella cinta che andava a proteggere il posto e anch’essa era parte del sistema di difesa di Federico II.

Al suo interno sono conservati reperti romani utilizzati per dei culti.

Da alcuni racconti, si deduce che una Chiesa per la Madonna esisteva già nel 1187.

Come da tradizione, ogni anno, nella seconda domenica di agosto, si celebra la festa della SS. Annunziata con un’incantevole processione via mare.

Acciaroli

Le spiagge

Le spiagge di Acciaroli vantano un mare cristallino con tanto di bandiera blu e sabbia fine e chiara e non a caso sono Patrimonio dell’Umanità.

La Spiaggia Grande di Acciaroli

Spiaggia grande di Acciaroli

Conosciuta anche con il nome di “Spiaggia delle taverne“, è la spiaggia più importante, più vicina al centro e più frequentata. Ed è l’unica spiaggia di sabbia di Acciaroli, dato che le altre sono caratterizzate da sassi, ciottoli e scogli. La sabbia è fine e scura e l’ acqua pulitissima e poco profonda. Il fondale è sabbioso e ben visibile per le sue acque cristalline.

Alcune zone sono libere mentre altre sono occupate da lidi in cui è possibile fittare pedalò e canoa o far divertire i più piccoli grazie a delle giostre.

Nel 2011 è stata premiata come spiaggia più bella d’Italia.

La spiaggia Torre Caleo

Spiaggia Torre Caleo

Il suo nome fa riferimento alla torre normanna alle sue spalle e si trova poco prima del centro di Acciaroli.

A differenza di Spiaggia Grande dunque, questa è più lontana e meno affollata, ma ugualmente bella. Si tratta di una spiaggia libera ricoperta di sassolini, così come il mare che quindi non ha un fondale sabbioso. Le sue acque sono comunque pulitissime.

Alcune curiosità sul borgo di Acciaroli

Lo scrittore Ernest Hemingway ha visitato il borgo nel periodo della seconda guerra mondiale in quanto era componente della quinta armata americana. Affascinato dalla bellezza del posto, vi ritornò in tempi migliori e decisamente più tranquilli, più precisamente dal 1950 al 1953. La sua opera “il vecchio e il mare” pare sia stata scritta proprio grazie ad un pescatore del posto conosciuto come “u vecchio”, zio Antonio Masarone. Le mani dell’uomo, solcate dal duro lavoro, hanno colpito profondamente lo scrittore tanto da spingerlo a scrivere quella che è la sua opera più importante.

Ma Hemingway non fu l’unico ad essere stato “rapito” dalla genuinità del posto. Alexandre Dumas, nel 1860, si fermò al porto con la sua goletta “Emma” mentre era intento a trasportare fucili per i Mille di Giuseppe Garibaldi e ne rimase abbagliato.

E Ancel Keys, per circa cinquant’anni,  elaborò la sua famosissima Dieta mediterranea proprio in questi luoghi, lasciandosi “guidare” dai profumi e dagli odori.

Che meraviglia il Cilento!

Fonti foto: ilcilentano.it, comune.pollica.sa.it

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