Cinque dolci natalizi tipici campani

Il Natale ormai è alle porte, è già tempo di pensare quali dolci preparare

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La cucina è il posto in cui si custodiscono secoli di storia e origini di ricette tramandate da generazioni. Le specialità natalizie, i dolci in questo caso, non sfuggono a questa regola. Tra i fornelli si incontrano le tradizioni, si sposano i sapori più svariati ma soprattutto si narrano storie di piatti che, con sufficienza,  diamo per scontati. Ogni specialità dolciaria, aggiunge qualcosa del proprio territorio e lo rappresenta.  E’ impossibile scrivere, parlare, discutere del tema dei dolci tipici campani in poche righe. A questo punto, il compito di ogni lettore di questo articolo, è scegliere un piatto o un territorio che lo stuzzica ed “approfondire l’argomento”.

Caserta e la pizza figliata

Vorrei iniziare quest’articolo con questa gustosa pietanza casertana. Me l’ha fatta conoscere una cara amica di Bellona. Si tratta di un dolce natalizio che per la sua forma è detto anche serpentone di Natale. E’ diffusa soprattutto in alcune zone dell’alto casertano. La sua origine è molto antica. L’ esecuzione è abbastanza facile. In pratica si arrotola una sfoglia al vino bianco farcita di miele, noci pestate, zucchero e aromi naturali che gli donano un profumo molto invitante. Come abbiamo detto è tipica natalizia. Qualcuno però la prepara già un mese prima in modo da farle prendere ancora più sapore. La presenza del miele permette inoltre una conservazione abbastanza lunga rimanendo quasi del tutto inalterato il suo sapore. Il suo confezionamento è un rituale per ogni famiglia.

Fonte foto: giallozafferano.it

Salerno e i calzoncelli di castagne

I calzoncelli di castagne sono un dolce natalizio tradizionale del salernitano. In particolare della zona dei Picentini. Sono a base di castagne, pere e nocciole, prodotti tipici della regione e dei boschi, a cui si aggiunge il cioccolato. Il tutto viene avvolto in sfoglie sottili e fritte in abbondante olio, poi spolverate di zucchero a velo o miele prima di mangiarli. Le sfoglie sono a base di farina, uova, zucchero e strutto, ripiene di castagne, nocciole e cioccolato, a forma di involtino o mezzaluna. Come per tutte le ricette tipiche regionali, ogni famiglia ha la propria. Tradizionalmente, i calzoncelli si mangiano soprattutto nel periodo natalizio, ma non di rado si preparano anche all’inizio della stagione delle castagne.

Fonte foto: mysia.info

Benevento e il torrone

Non poteva non essere annoverato tra i dolci tipici natalizi. Non ci stupiamo che il torrone di Benevento sia famoso in tutto il mondo. Si tratta infatti di un tipico e antichissimo dolce natalizio, noto già in epoca romana. La versione base ha mandorle, miele, albumi e frutta secca, ma ha molte varianti. Abbiamo torrone tenero, torrone duro e croccante e tante altre varianti che riescono a soddisfare i gusti dei consumatori. Con lui a tavola, il Natale a Benevento è più dolce. Gli artigiani locali, oltre alle versioni tradizionali, propongono versioni più “moderne”. Senza distaccarsi molto dal solco della tradizione che li ha resi famosi in tutto il mondo. Proprio per le sue caratteristiche, è compreso nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Campania.

Avellino e le cartellate

Il dolce tipico del periodo natalizio irpino è rappresentato dalle “cartellate” o crespelle. Queste, sono originarie della Puglia e vengono prodotte anche nelle province limitrofe. In particolare, per quanto riguarda l’Irpinia, nella zona di Lacedonia, Bisaccia e Aquilonia. Preparati per il Natale, nella tradizione cristiana, rappresentano un’aureola o fascia che avvolsero il bambino Gesù in culla. Il nome potrebbe derivare dalla carta con la quale sono confezionate. La preparazione consiste nel ricavare un nastro da un impasto sottile di farina, olio e vino bianco, unirlo e avvolgerlo su se stesso a formare una graziosa rosa con cavità e aperture. La rosa sarà in seguito sarà dorata in abbondante olio di frittura. La ricetta tipica è di metterli a bagno nel vin brulè e ricoprirli con zucchero a velo, cannella o mandorle. La variante Irpinia è aromatizzata solo con miele e fichi secchi. Nel pranzo e nella cena di Natale irpini troveremo sicuramente le Cartellate o le crespelle.
 

Napoli e gli struffoli

Ora la scelta diventa ancora più difficile. Come sceglierne uno? I dolci di Natale napoletani sono perfetti per tradurre in golosità il clima di familiarità e dolcezza tipico delle festività natalizie. Tra quelli regionali, infatti, i napoletani sono tra i più conosciuti e apprezzati: struffoli, roccocò, mostaccioli, cassata napoletana, susamielli. Tutte leccornie da provare nel periodo delle feste. La scelta è caduta sugli struffoli, anche se non sono tanto graditi a chi vi scrive.

Origini e procedimento

Un modesto dolce proveniente dalla Grecia, dove venivano chiamati strogulos. Letteralmente significa “impasto sferico”. Si tratta in realtà di morbide palline di pasta dolce, fritte in olio bollente (in origine strutto), poi si aggiunge miele e si cospargono di frutta candita e confettini colorati. Un tempo, a Napoli, monache di diverse confessioni preparavano gli struffoli nei rispettivi monasteri. Poi li offrivano in dono, durante il periodo natalizio, a quelle famiglie nobili note per compiere azioni di beneficenza verso i più bisognosi. Sono probabilmente la specialità natalizia napoletana per eccellenza. Un connubio perfetto tra il miele e la palline fritte. Assaggiare per credere.

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