Il complesso delle Cento Camerelle di Bacoli verso la riapertura

A Bacoli, sul promontorio, sorge il complesso delle Cento Camerelle, un'importante opera costituita da cisterne di epoca romana.

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Nell’ottica di una riqualificazione di tutto il territorio, il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, ha reso noto che ben presto il sito delle Cento Camerelle verrà riaperto al pubblico. Il sito archeologico è  oggetto di un’intervento di riqualificazione per dotarlo di un nuovo impianto di illuminazione. Oltre quello illuminotecnico seguiranno anche altri interventi utili a rendere aperto permanentemente il sito. Un’apertura in anteprima delle camerelle è avvenuta in concomitanza con la festa di Sant’Anna, patrona della città.

La Campania e le opere idrauliche

La Campania è piena di acquedotti, cisterne, apparati per il trasporto e la conservazione delle acque di epoca romana e non. Oltre i resti di strutture antiche, come quelli nel sottosuolo di Napoli,  oppure le grande infrastrutture progettate da Luigi Vanvitelli, a Bacoli è presente il complesso delle Cento Camerelle.
Quello delle Cento Camerelle è un sito archeologico situato sul promontorio di Bacoli, formato da più cisterne di epoca diversa con in cima una villa abitata dal II secolo a.C. al IV secolo d.C.. La villa e parte della struttura sono state nel tempo oggetto di una forte interesse antiquario e poi successivamente archeologico.

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cento camerelle, villa, https://www.napolitan.it/wp-content/uploads/2016/05/cento-camerelle.jpg

La Storia delle Cento Camerelle

Il sito archeologico delle Cento Camerelle, o anche Centum Cellae si trova nei pressi della chiesa di Sant’Anna a Bacoli. Il nome del sito è una forma di esagerazione del XVII-XVIII secolo per indicare la moltitudine di ambienti, le cellae, presenti all’interno del complesso sotterraneo. La struttura del sito archeologico è complessa e si sviluppa più che in orizzontale in verticale. Sul promontorio è presente una villa inizialmente databile al II secolo a.C. appartenuta a Quinto Ortensio Ortalo. Al periodo di Ortensio è databile il primo impianto delle cisterne sotterranee utilizzate probabilmente come vivai per la pescicoltura. Successivamente la villa entrò a far parte del patrimonio della dinastia Giulio-Claudia divenendo un possedimento di Antonia, moglie di Druso e successivamente divenne proprietà di Nerone. Secondo la tradizione tramandata da Tacito le cento camerelle furono utilizzate anche come carceri per Agrippina, tanto da conferire al luogo il nome di Carceri di Nerone.

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cento camerelle, I cisterna, http://www.pafleg.it/getImage.php?id=148&w=637&h=470&c=1&co=1&f=0&t=0&.jpg

Il complesso sotterraneo venne ampliato e rimodernato di pari passo ai passaggi di proprietà diventando non solo una cisterna per la villa, ma anche deposito di anfore per la flotta di Miseno. Durante il IV secolo la villa divenne proprietà dello scrittore Quinto Aurelio Simmaco Eusebio e successivamente rientrò nei beni del monastero di SS. Pietro e Sebastiano di Napoli.

Le Camerelle

Il sito è stato chiuso per oltre un decennio, riaperto e nuovamente chiuso a causa dell’emergenza sanitaria. Per la recente festa di Sant’Anna si è deciso di dare un’anticipazione dei nuovi allestimenti per quella che si spera sia una riapertura definitiva del sito sempre più accessibile al pubblico. Il comune di Bacoli negli ultimi anni ha portato avanti una politica di ripristino dei luoghi della cultura, sempre più accessibili per tutti. Le cento Camerelle sono un complesso sistema di cisterne articolate su due piani e con due periodi costruttivi differenti, il più recente di epoca augustea (I d.C.) corrispondente al primo piano inferiore, e un secondo piano inferiore di epoca repubblicana (II a.C.).

Le cisterne e gli ambienti sotterranei

La prima cisterna è una struttura costituita da quattro navate con tre file di pilastri e una grande volta a botte, scavata in parte nel tufo. La seconda cisterna è costituita dalle “vere” cento camerelle, una serie di ambienti ortogonali di pochi metri, ancora in gran parte inesplorati. Da questo reticolo si snoda poi un altro corridoio con una serie di piccoli ambienti scavati nel tufo. Secondo la Soprintendenza Archeologica dovrebbero esservi anche altre strutture, un probabile terzo piano interrato. Ulteriori ambienti potrebbero essere al livello della spiaggia vista la presenza di diversi resti di pavimentazione e pitture parietali in alcuni cunicoli li vicino.

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cento camerelle, I cisterna, http://www.pafleg.it/getImage.php?id=145&w=637&h=470&c=1&co=1&f=0&t=0&.jpg

Di pertinenza della villa potrebbero essere anche altre cisterne non direttamente collegate oggi alla struttura, e parte dei reperti sommersi presenti a pochi metri dalla riva.

Nel caso si volesse raggiungere il sito archeologico, una volta che avrà aperto in modo stabile, questo è situato in via Cento Camerelle, alle spalle della chiesa di Sant’Anna a Bacoli.

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