Campoli del Monte Taburno: Alla scoperta di un tesoro nascosto nel cuore del Sannio

Storia, cultura e bellezze naturali di un piccolo gioiello campano.

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Campoli del Monte Taburno è un piccolo gioiello nel cuore del Sannio. Sembrerebbe che il toponimo derivi dai termini latini “campus” (campo) e “melitum” (luogo di miele). Il nome “Taburno” deriva invece dalla montagna che lo sovrasta. Il suo centro storico(bellissimo) si caratterizza per la presenza di vicoli di impianto normanno. Tutto il paese è arroccato(come un abbraccio ancestrale) intorno alla chiesa dedicata a San Nicola.

Storia millenaria

Campoli del Monte Taburno può vantare una storia millenaria che affonda le sue radici nell’epoca romana. Le prime testimonianze storiche risalgono addirittura al IV secolo a.C., quando l’area era abitata dai Sanniti, un popolo antico di cui si conservano tracce significative nel territorio. Nel corso dei secoli, il borgo ha subito l’influenza di diverse civiltà, tra cui i Romani, i Bizantini, i Longobardi e i Normanni. Questa mescolanza di culture ha contribuito a creare un patrimonio storico e artistico unico, visibile nelle antiche chiese, nei palazzi storici e nelle tradizioni locali.

Il patrimonio culturale

Una delle attrazioni principali del paese è la sua ricca eredità culturale. Il borgo è punteggiato da chiese medievali e edifici storici ben conservati. La Chiesa di San Nicola, risalente al XIII secolo, è uno dei luoghi di culto più significativi e presenta un affresco del XV secolo che merita sicuramente una visita. Altro luogo di interesse è il Palazzo Marchionale, un elegante edificio risalente al XVI secolo, che oggi ospita il Museo del Taburno, dove è possibile scoprire ulteriori dettagli sulla storia locale.

Cucina tradizionale

Una visita a Campoli del Monte Taburno non sarebbe completa senza assaporare la deliziosa cucina locale. La gastronomia beneventana è ricca di piatti tradizionali preparati con ingredienti freschi e genuini. Tra i piatti da provare assolutamente ci sono la pasta fresca fatta in casa, i formaggi locali, l’olio d’oliva extravergine e i dolci tradizionali. Senza dimenticare i vini preziosi della zona. Due menzioni particolari per il pane e le ciliegie che rappresentano un’antica tradizione che si tramanda da secoli. Le ciliegie di Campoli sono famose per la loro dolcezza e fragranza. Le varietà più diffuse sono la “Matilde” e la “Coraline”. Il pane di Campoli è un pane tradizionale, prodotto con farina di grano duro, acqua, lievito madre e sale. È un pane dal sapore rustico e intenso. Fino a pochi anni fa non c’era una famiglia che non avesse il suo forno.

La Festa della Ciliegia

La tradizione vuole che il pane e le ciliegie vengano consumati insieme, come merenda o spuntino. Il pane assorbe il succo delle ciliegie, creando un contrasto di sapori unico e delizioso. La festa si svolge ogni anno nel mese di giugno, è un’occasione per celebrare questo delizioso connubio.

La Pietra di Tocco

Sulla strada provinciale Vitulanese, che collega Campoli del Monte Taburno a Montesarchio, si erge un imponente monolito di pietra noto con il nome di “La Pietra di Tocco”. Questo masso di pietra ha una storia affascinante che si riflette nei suoi dettagli e nei reperti archeologici che lo circondano.

Sulla sommità della Pietra, sono ancora visibili i segni di antiche fortificazioni, con blocchi di pietra lavorati e sagomati. Ai suoi piedi è presente un muro che circonda l’area, seppur oggi sia in uno stato di rovina, parzialmente nascosto dalla rigogliosa vegetazione. Tuttavia, si distingue chiaramente l’accesso principale all’area antistante la Pietra, una porta scavata tra due massi di roccia. Interessante notare che sui due pilastri della porta non sono presenti appoggi in ferro, suggerendo che la chiusura doveva avvenire attraverso un masso di pietra, probabilmente fatto rotolare tra i due pilastri.

All’interno del recinto delimitato dalle mura, si possono trovare numerosi resti di ceramica di vario tipo, testimonianza di un’antica presenza umana in questo luogo. Oltre alla ceramica, sono presenti anche tracce di antiche costruzioni in pietra e reperti di armi realizzate in selce e pietra.

La posizione strategica della Pietra di Tocco e la presenza di sistemi di fortificazione suggeriscono che questo luogo rivestisse un ruolo di notevole importanza per i Sanniti Caudini della zona. Era molto probabilmente un punto di riferimento e un rifugio durante i freddi inverni e nei momenti di pericolo. Oggi, rimane come una testimonianza silente di un’epoca passata, pronta ad affascinare coloro che si avventurano a esplorare la storia nascosta nelle pieghe delle colline irpine.

Eventi e feste

Festa di S. Antonio (seconda domenica di Maggio)
Processione dal Convento di Vitulano fino alla Chiesa di S. Nicola, lungo le strade della Valle Vitulanese, con la partecipazione di una folla numerosissima, perchè in tale occasione gran parte degli emigranti rientra nel paese d’origine.

Festa di S. Nicola di Bari (9 Maggio – 6 Dicembre)
Festeggiamenti in onore del Patrono del Paese

Festa della SS. Madonna del Rosario (prima domenica di Giugno)

Festa di S. Lucia (13 Dicembre)

Festa di S. Donato (dal 5 al 7 Agosto)

Calici di Stelle (8-9-10 Agosto)
Manifestazione delle Città del Vino che ogni anno, nella notte di San Lorenzo, (8.9.10 agosto) anima i luoghi più incantevoli d’Italia e durante la quale è possibile degustare vini abbinati ai prodotti tipici del posto.

Sagra del Fagiolo (secondo sabato di Agosto)
Degustazione di piatti tipici a base di fagioli e carne di maiale, secondo le più antiche e genuine tradizioni locali, e l’eccellente vino “Aglianico”.

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