Grande Campania

Campania Felix – Storia della Terra di Lavoro, dall’antichità al regime fascista

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Quante volte abbiamo sentito il termine Campania Felix?

Ebbene, il nome, che in realtà era Ager Campanus, indicava originariamente il territorio della città di Capua antica; si estendeva dalle pendici del monte Massico fino a lambire i Campi Flegrei e l’area vesuviana.

I principali centri abitati di questa regione storica furono Capua, Atella, Liternum, Cumae, Baia, Puteoli, Acerrae, Nola, Neapolis, Caprae, Oplontis, Pompei, Sorrentum, Stabiae, NuceriaAlfaterna e Salernum.

Le evoluzioni

Durante il principato di Augusto la zona si estese fino a comprendere anche il basso Lazio fino al Tevere, in modo tale che, insieme al Latium, potesse formare una sola grande regione, chiamata appunto Latium et Campania.

Il nome Campania Felix fu utilizzato, quindi, per la prima volta da Plinio il Vecchio, sia per sottolineare la fertilità della regione, legata alla presenza del fiume Volturno, sia per distinguere la Campania antica (di Capua) da quella nuova (con l’aggiunta del Lazio).

Nei secoli seguenti, dopo varie vicissitudini, il nome Campania Felix scomparve, facendo posto alla dicitura Terra di Lavoro, per ricomparire nel Cinquecento, quando le cartine geografiche citavano “Terra di Lavoro olim Campania Felix”, un territorio che comprendeva le attuali province di Caserta fino al Garigliano, Napoli ed oltre, Torre dell’Annunciata (borgata alle origini dell’attuale Torre Annunziata), parte dell’attuale Molise, del Sannio e dell’Irpinia, ad eccezione, però, di Castrum a mare (l’antica Castellammare) e della Penisola Sorrentina.

Dal 1806 al 1811, la riforma napoleonica separò la Terra del Lavoro dalla provincia di Napoli, facendo di Capua il capoluogo della prima. Questo solo fino al 1818, quando Ferdinando I delle due Sicilie, risalito al trono dopo il Congresso di Vienna, fece di Caserta il nuovo capoluogo.

Questo assetto durò molto poco: nel 1861, infatti, anno dell’Unità d’Italia, la provincia e tutto il Regno delle due Sicilie vennero annesse al Regno sabaudo e la Terra del Lavoro fu definitivamente soppressa, nel 1927, da Benito Mussolini, ponendo fine a un periodo di prosperità e fertilità durato quasi due secoli.

Oggi

Può sembrare incredibile, ma solo nel 1970 la Campania assunse i confini che conosciamo oggi, comprendendo Sannio, Irpinia e Cilento: questo perché fu proprio in quell’anno che vennero istituite le Regioni, nonostante questo cambio di normativa fosse nell’aria dal 1947, poiché si videro necessari una serie di cambiamenti prima dell’attuazione definitiva.

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